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Single e coppie di donne, al via la raccolta firme per la procreazione medicalmente assistita (Pma)

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progetto di legge

Proposta dall’Associazione Coscioni, la nuova proposta di legge“Pma per tutte”ha ricevuto l’adesione da decide di altre associazioni. L’obiettivo è quello di raggiungere50mila sottoscrizioni in 6 mesiaffinché le donne single e le coppie di donne (oggi escluse dalla normativa italiana), abbiano accesso alla procreazione mediamente assistita.

Durante la conferenza stampa d’avvio alla mobilitazione della raccolta firme, tenutasi pochi giorni fa, è stato spiegato che questa proposta di legge“vuole estendere l’accesso a tecniche che in Italia sono già consentite ad alcune categorie di persone”. L’Associazione Coscioni ha evidenziato che l’accesso alla Pma è vietato in 13 Paesi: in alcuni casi quest’accesso è limitato alle sole coppie, nei cui casi rarissimi si tratta di coppie dello stesso sesso. L’Europa appare divisa: sono infatti 32 i Paesi nei quali la Pma è legalmente accessibile anche dalle donne single.

Attualmente in Italia la legge 40/2004 limita l’accesso alla Pma alle sole coppie eterosessuali: è in questo terreno che il diritto alla genitorialità si confronta con il principio della tutela del minore. Nella nostra Costituzione questo diritto non è considerato come individuale assoluto, bensì viene enunciato nei Diritti inviolabili dell’uomo e nella Tutela della famiglia. Questa proposta legge è anche il grido di un’esigenza sociale: la procreazione è oggi un progetto affettivo, lontano dall’esistenza unica della cosiddetta“famiglia tradizionale”.

L’accesso alla Pma dovrebbe essere un diritto aperto a tutti e non un “percorso medico” subordinato allo status civile o all’orientamento sessuale degli individui.

Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, ricorda che nel 2009 sononati in Italia 30mila bambiniche non sarebbero mai nati senza laprocreazione mediamente assistita. Inoltre, il divieto presente nel nostro Paese porta le persone a farlo all’estero. Questo comporta però, non solo una predisposizione allo spostamento extraterritoriale ma anche il bisogno di avere una capacità economica tale da poterlo affrontare.

La Riforma presentata oggi pone l’attenzione sull’articolo 5 della legge 40/2004. Nella sua forma attuale l’articolo limita all’accesso alla Pma solo alle coppie eterosessuali che devono essere sposate o conviventi e che richiedano il ricorso alle tecniche di Pma per motivi di sterilità o infertilità medica. Gli obiettivi della nuova Riforma sono: dare accesso a tali tecniche alle donne single, alle coppie di donne e superare il requisito della sterilità patologica.

Il desiderio di diventare genitori non dovrebbe essere sancito da nessuna legge, solo dalla volontà, dall’amore e da un contesto familiare positivo per la crescita del bambino.

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