Antichi Telai 1894

La Processione dei Misteri di Taranto torna nella Città Vecchia

Nel 350° anniversario dell’Arciconfraternita del Carmine la Processione tornerà alla storica Chiesa del Carmine

3 Min di lettura

Sta per iniziare uno dei momenti più intensi e significativi della Settimana Santa di Taranto:la Processione dei Misteri. Il 18 aprile alle 17 si aprirà il corteo, arricchito quest’anno dal350° anniversario della fondazione dell’Arciconfraternita del Carmine, che da secoli ne cura ogni dettaglio.

Più di una tradizione liturgica, è un cammino collettivo che unisce i tarantini e che, da secoli, racconta la fede, la storia e l’identità di una città che non smette di tramandarlo.

La processione dei Misteri torna nella Città Vecchia

Questa notte su Taranto scenderà un silenzio antico, spezzato solo da lenti passi scalzi e dal suono cupo della troccola, fino a quando, all’alba del giorno seguente, le tre bussate del troccolante annunceranno la fine del dolore della passione di Cristo.

Il corteo ripercorrerà iltracciato più autentico della tradizione, quello dellaCittà Vecchia. Il cammino inizia con l’uscita dei confratelli incappucciati dalla storicaChiesa del Carmine. Da lì si snoda lungo via d’Aquino, attraversa il Ponte Girevole e scende per Discesa Vasto, proseguendo su via Garibaldi fino a via Duomo.

Tappa centrale sarà laCattedrale di San Cataldo, patrono della città. Dopo una sosta silenziosa e carica di emozione, i Misteri proseguiranno verso piazza Castello, per poi fare ritorno alla Chiesa del Carmine. Le tre bussate del troccolante, nelle prime ore del Sabato Santo, segneranno la conclusione del rito. 

Le origini di un gesto di devozione lungo più di due secoli

La storia della Processione dei Misteri affonda le radici nel4 aprile 1765, quando alla Confraternita del Carminevennero donate due statue: il Cristo morto e la Madonna Addolorata, giunte da Napoli per volontà della famiglia Calò. Da quel momento, la tradizione si consolidò, arricchendosi di nuove figure sacre, fino a costruire il corteo composto da otto statue che raffigurano i momenti più significativi della Passione di Gesù.

Un aspetto che rende la processione carica dipathosè la presenza dei “perdoni“: confratelli incappucciati, cheavanzano a piedi nudi, con la tipica cadenza “a nazzecate“. Ma è neltroccolanteche pulsa il cuore della devozione. Con la sua troccolascandisce il ritmo dell’intero corteo, e il suo dolore si fa visibile, spesso, nelle lacrime che rigano il cappuccio bianco.

Il gesto conclusivo e più atteso della processione è incarnato dalletre bussate del troccolante: tre colpi alla porta, dati con un bastone, della chiesa da cui tutto è iniziato, che segnano la fine del rito e la rinascita spirituale.

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail:proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.