Un progetto altruistico, un modo per portare avanti ciò che gli ha insegnato sua madre, cosìAchille Lauro ha deciso di fondare Fondazione Madre, una società benefica che vuole aiutare le ragazze che vivono una situazione di disagio.
Achille Lauro ha pensato di dar vita ad una realtà che possa aiutare le persone in difficoltà. Questo annuncio arriva in un momento di grande popolarità e attenzione mediatica per l’artista. InfattiLauro sarà co-conduttore durante la seconda serata di Sanremo. Ma ancor prima sarà presentealla cerimonia di chiusura Milano Cortina. Inoltre quest’anno è stato il suo anno grazie alla partecipazione al festival conIncoscienti giovanie poi con brani, durante l’anno, comePerdutamente, Amor, Amore disperato.Anche se questo progetto si fonda su un’altra canzone a cui lui tiene molto:Ragazza madre.
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“Venticinque anni fa mangiavo a tavola con le ragazze salvate dalla strada da mia madre e da don Giovanni Carpentieri.Oggi il lascito di una madre continua a dar frutti“,cosìAchille Lauropresenta emozionato il suo nuovo progetto dal fine benefico.
Il primo passo èla nascita della Casa Ragazzi Madreche aprirà a Zagarolo, alle porte di Roma. Una struttura destinata a giovani tra gli 11 e i 21 anni che vivono situazioni di difficoltà legate a dipendenze, salute mentale e comportamenti a rischi. A gestirla enti del settore attivi sul territorio, guidati proprio da don Giovanni Carpentieri.
Lauro spiega: “Uno dei miei dischi si chiama ‘Ragazza madre’ parlava di quei ragazzi e oggi, a 10 anni dalla pubblicazione di quell’album, ci troviamo ad aiutare proprio quei ragazzi in difficoltà.Il mio impegno non nasce oggi, è stato un tema che ho vissuto in privato e per una sorta di vocazione. La prima volta che ho incontrato Lorella era una delle mie prime visite al centro di riabilitazione per bambini in grosse difficoltà. Ero molto spaventato prima di entrare, perché in quei contesti anche un ‘come stai?’ può diventare fuori luogo, ma mi sono reso conto che per questi ragazzi anche un’ora del nostro tempo, un’ora di svago, è un regalo grandissimo”.
Secondo l’artista ciò che fa è un dovere morale: “Oggi è un dovere rendersi conto che c’è tanta gente in difficoltà e che bisogna mettersi a servizio degli altri in base alle proprie disponibilità.Mia madre mi ha insegnato il valore dell’accoglienza, del ridare indietro e in un momento così bello della mia carriera sento il bisogno di fare ciò che altri hanno fatto per me”.
Fondazione Madresi occuperà anche dei ragazzi in ospedale e in carcere con il progetto ‘Ali nelle corsie’,per replicare il modello di Zagarolo. L’artista poi ammette chevorrebbe portare questo suo progetto anche sul palco di Sanremoper sensibilizzare sulla tematica e per coinvolgere anche alcuni suoi colleghi. Un’idea che lo avvicina molto a sua madre, che adesso è doppiamente orgogliosa di lui.
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