Fiorella Mannoiaha dato vita ad uncortometraggioche sarà possibile visionare prima di ogni concerto live di questa estate. Tutti gli artisti, uomini e donne, che aderiranno, prima del proprio live potranno proiettare questocortometraggio,E’ come sembra, che vuole denunciare la violenza di genere e sensibilizzare su questo tema.
Nonostante se ne parli molto non sembra mai abbastanza in quanto il bollettino di donne che muoiono a causa di un movente passionale continuano ad aumentare.
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E’ come sembra: in cosa consiste il progetto lanciato da Fiorella Mannoia e Anna Foglietta
La cantante e l’attrice hanno scritto e diretto questo progetto:in un video di tre minuti si vuole raccontare la violenza di generee come il mondo femminile, nell’ultimo periodo, si trova ad affrontare la propria quotidianità, mentre il numero di donne uccise per mano di un partner aumentano.
Al cortometraggio hanno preso parte:Michela Cescon, Cristina Donadio, Anna Foglietta, Maria Chiara Giannetta, Sofia Iacuitto, Vittorio Magazzù, Paola Minaccioni, Vittoria Puccini, Lidia Ravera, Nicole Rossi, Giovanna Sannino, Lorenzo Zurzolo.
A proposito del progettoAnna Fogliettaha detto: “Da donna mi interrogo da anni sul mio ruolo, su quanto io sia libera e quanto, però, questa libertà sia ostacolata da barriere culturali, ambientali e strutturali da regista, invece,mi interessava affrontare il tema del consenso a partire dalla molestia, creando un cortometraggio a metà tra lo spot e la pubblicità progresso“.
Poi ha aggiunto: “Un racconto visivo che permettesse ai ragazzi e alle ragazze di immedesimarsi, di capire cosa possono fare quando, come troppo spesso accade, si trovano al centro di una situazione ambigua, o chiaramente violenta. E’ nato tutto il 29 aprile e in tre giorni c’era la sceneggiatura, abbiamo girato anche durante il primo maggio, quando proprio mentre filmavamo una ragazza è stata molestata da tre coetanei.E’ stato un segnale fortissimo: quello che stavamo facendo era urgente”.
Le parole di Fiorella Mannoia, ideatrice del cortometraggio
Con l’occasioneFiorella Mannoiaha risposto al ministro Nordio che aveva invitato le donne a rifugiarsi in luoghi sicuri: “Auguro al ministro Nordio di non vivere mai, nè lui nè qualcuno che ama, una situazione del genere. Perché forse cambierebbe idea.La sicurezza non si dà con le parole, ma con esempi concreti, con l’educazione, con i braccialetti elettronici che funzionano, con i fondi ai centri antiviolenza. Non possiamo più sentirci dire di rifugiarci in chiesa o in farmacia. Basta, davvero. Oggi chiunque apre bocca e dice qualunque cosa“.
E a a proposito delcortometraggiorealizzato con l’associazioneUna, nessuna, centomila, ha detto:“Non avremmo mai immaginato che il progetto sarebbe cresciuto così tanto, Una Nessuna Centomila è ormai più grande di noi, questo video sarà visto nei grandi eventi, davanti a migliaia di persone. E’ un risultato di cui andiamo fiere“.
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