Il 2 febbraio è il Giorno della Candelora in Italia e della Giornata della Marmotta in America. Due festività che all’apparenza sembrano sconnesse, ma che in realtà sono più legate di quanto si pensi.
La Candelora è una tradizionale festa religiosa che prevede la benedizione di ceri e candele nelle chiese e, come la Giornata della Marmotta in America, è legata al cambio di stagione. Entrambe, infatti, cadono tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera.
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Candelora, tradizione popolare e cattolica
La celebrazione cristiana è denominata anche festa della “Presentazione di Gesù al Tempio” e si celebra quaranta giorni dopo il Natale. Secondo la tradizione, Gesù ancora in fasce viene presentato al Tempio e il saggio Simeone riconosce il destino del bambino e, per questo, benedice le candele.
Il rito ha origini antichissime e affonda le sue radici in pratiche religiose precedenti al cristianesimo. Nel paganesimo, ad esempio, la festa rappresentava l’avvicinarsi della luce primaverile dopo il buio invernale. Le radici della Candelora si ritrovano nell’Antica Roma e in alcune aree d’Europa, dove venivano celebrati riti legati ai cicli lunari e al ritorno della luce. La festività cristiana venne poi istituita ufficialmente da Papa Sergio I e consolidata nel tempo, anche durante il regno dell’imperatore Giustiniano.
Giorno della Marmotta, la tradizione americana
Dal 1886, negli Stati Uniti si celebra il Groundhog Day, comunemente conosciuto come il Giorno della Marmotta. Secondo la tradizione americana, la durata dell’inverno è affidata al comportamento del roditore. La comunità osserva le mosse della marmotta Phil: se, uscendo dalla tana, vede la propria ombra e rientra spaventata, l’inverno è destinato a durare altre sei settimane.
Negli ultimi anni, la ricorrenza è diventata anche un evento mediatico e simbolico, legato all’attesa della primavera e al contrasto tra luce e buio, proprio come accade nella tradizione della Candelora.
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