“Ci risulta che fornirete servizi al governo russo, potrebbe essere una violazione delle sanzioni“. Da Bruxelles si continua a scrivere lettere indirizzate a Venezia, precisamente alla Fondazione della Biennale. Ebbene, dopo la lettera della Commissione europea inviata al governo per chiedere ulteriori chiarimenti sulla riapertura del padiglione russo all’esposizione dell’edizione 2026, arriva anche una seconda missiva dell’esecutivo europeo direttamente al presidente della fondazionePietrangelo Buttafuoco, lo scorso 30 aprile.
Da quanto appreso, nel testo, firmato da un funzionario dell’Agenzia esecutiva per l’istruzione e la cultura, articolazione della Commissione Ue, si ribadisce che è stato richiesto al governo di fornire a Palazzo Berlaymont le proprie osservazioni entro 30 giorni. Intanto, “però è stato portato alla nostra attenzione che la decisione di accettare la partecipazione della Russia, con un padiglione nazionale finanziato e promosso dal governo russo,possa costituire una seconda violazione” del Regolamento Sanzioni.
In sostanza, l’Ue ipotizza che la Biennale non avrebbe rispettato l’articolo 5n che impedisce “la fornitura di determinati servizi” al governo di Vladimir Putin. Infatti, sulla base delle informazioni a disposizione la Commissione Ue spiega che risulta come la Biennale fornirà servizi al governo russo per l’organizzazione di alcune attività nel padiglione di Mosca. Tra questi ci sarebbero “consulenza legale, pubblicità, servizi commerciali e di gestione, pubbliche relazioni“. E si tratta di collaborazioni possibili da attuare solamente con specifiche autorizzazioni.
La prima lettera, datata al10 aprile scorso, menzionava invece solo una possibile violazione dell’articolo 5t, ovvero il divieto di accettare donazioni, benefici economici o sostegno, compresi finanziamenti e assistenza finanziaria, direttamente o indirettamente dal Cremlino. Ed ora, la Commissione sollecita su entrambi i punti anche il governo per voce del rappresentante permanente a Bruxelles Vincenzo Celeste, di fornire più informazioni, dettagli nonché una “valutazione fattuale“.
In ogni caso il termine per la risposta entro 30 giorni, quindi per la fine di maggio, non permette di sospendere i fondi prima. La scadenza per rispondere invece alla prima lettera, basata sulla clausola contenuta nell’accordo di sovvenzione sul rispetto da parte dei beneficiari dei valori etici, europei, quando ricevono fondi comunitari, èdomenica 10 maggio, all’indomani dell’inaugurazione dell’esposizione.
L’obiettivo di fondo dell’Ue, comunque, è che la Biennale revochi la decisione di accettare gli artisti russi. La risposta che invece dovrebbe dare il governo italiano all’altra lettere inviata, “non influenzerà la nostra decisione di sospendere o revocare il finanziamento” di 2 milioni di euro per il triennio 2025-2028. Le missive, si specifica dai commissari, “non sono assolutamente collegate“. La Commissione, si specifica, si concentra difatti “sul gesto simbolico” di consentire a Mosca di partecipare: “Che il padiglione sia aperto o chiuso, che la giuria si sia dimezzata, non importa. La decisione resta“.
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