Le nuove generazioni sono stanche di vedersi rappresentate secondo stereotipi e preferirebbero vedere sullo schermo vite “più simili alle nostre”. Basta triangoli amorosi e scene di sesso che non sono utili per la trama, e più spazi per le amicizie e le difficoltà che ogni giorno gli adolescenti sono costretti ad affrontare.
È finita l’epoca delle relazioni intime come unica fonte di felicità e sta iniziando a formarsi una nuova comunità di giovani che cercano appagamento nella loro solitudine e nel rapporto con loro stessi. Non è complesso comprendere la correlazione tra questo individualismo e il fenomeno del Covid-19 che ci ha insegnato come sopravvivere senza il contatto con gli altri e come divertirsi anche da soli nella propria casa.
Leggi Anche
Questo è il quadro dipinto dal rapporto “Adolescenti e schermi” del Centro per Studiosi e Narratori (CSS) dell’Università della California di Los Angeles (UCLA).
Lo studio sulle preferenze di visione degli adolescenti
Un’analisi del rapporto tra la fascia di giovani che va dai 10 ai 24 anni e i programmi televisivi, che ha coinvolto 1500 persone nel mese di agosto e ha permesso di analizzare le abitudini di visioni delle nuove generazioni.
Le risposte ottenute quest’anno sono molto diverse da quelle del 2022, con giovani più isolati e che preferiscono vedere rappresentate vite che assomigliano alla loro, piuttosto che vita diverse come preferivano nel 2022. Il desiderio è quello di vedere programmi televisivi che descrivano meglio i rapporti sociali, anche quelli che fino a poco tempo fa non erano diffusi: più relazioni tra personaggi asessuali, aromantici oppure appartenenti alla comunità LGBT+. In particolare, l’attenzione è rivolta alle relazioni platoniche, preferite dai giovani rispetto a quelle romantiche. Un maggiore studio de personaggi, quindi, che non si aggiri solo intorno alle loro relazioni sessuali ma anche alla loro intimità individuale.
Più rapporti amicali e meno triangoli amorosi, che dopo le saghe di Twilight e The Hunger Games, non hanno più convinto nessuno. La percezione è che questo tipo di relazioni non siano autentiche e tendano ad allontanarsi da ciò che invece gli adolescenti vivono ogni giorno: difficoltà nel comprendere la propria sessualità e come esprimerla ed ora, dopo l’esperienza pandemica, anche una difficoltà a fare amicizia e a confrontarsi con l’altro.
Gli adolescenti vogliono contenuti autentici
L’autenticità è l’ingrediente fondamentale affinché serie tv e film possano piacere. Nel rapporto 2023 è il canale YouTube di Mr.Beast ad essere votato come media più autentico e per quanto riguarda le serie tv trionfano “Stranger Things”, “HeartStopper”, “Barbie”, “The summer I turned pretty”.

Cos’hanno in comune tutti questi contenuti? Non si concentrano sulle sole relazioni amorose ma esplorano diverse problematiche estremamente diffuse al giorno d’oggi tra i giovani: difficoltà ad ambientarsi, confusione sessuale, non accettazione del proprio aspetto fisico e riflessioni critiche sulla società odierna. Un mix di ingredienti che ha convinto i più giovani, come ha spiegato Stephanie Rivas-Lara, responsabile del coinvolgimento giovanile nel progetto: “Non sono rimasta sorpresa da quanto abbiamo visto quest’anno, Gli adolescenti cercano nei media un ‘terzo luogo’ in cui possono connettersi e sentirsi parte di qualcosa”.
Cosa vogliono vedere gli adolescenti in TV
Le risposte più interessanti date da questa generazione riguardano proprio i contenuti TV, ormai traslati sul web tramite le piattaforme di streaming.
Il 50,5% dei partecipanti preferisce contenuti le cui puntate siano caricate tutte nello stesso giorno, piuttosto che una puntata a settimana, così come il 56% preferisce contenuti originali invece che remake o opere basate su libri, fumetti o graphic-novel.
Piacciono ancora i contenuti sui supereroi, che nella classifica dei generi preferiti si qualifica al quarto posto. Ciò che è interessante su questo argomento è che, quando viene data la possibilità di scegliere un’etnia per l’eroe e il cattivo di questi film le risposte sembrano discordanti. Da un lato la maggior parte degli adolescenti continua a preferire un “uomo bianco” come protagonista buono, ma i partecipanti dai 18 anni in su hanno espresso come preferenza “donna nera”. Due antipodi che però dimostrano differenze all’interno della stessa generazione.
Insomma, si è conclusa l’epoca dei film romantici e si apre quella delle serie tv introspettive che possano aiutare le nuove generazioni a comprendersi e ad affrontare problemi che spesso i loro genitori non comprendono. Una nuova serialità televisiva che dovrà per forza adattarsi alle richieste del loro giovane pubblico, col rischio altrimenti di dover lasciare il posto a TikTok, il social ritenuto più autentico dai giovani americani.
© Riproduzione riservata

