Politica, chiesa, riforme, fede e preghiera. A quattro mesi dalla fine del Conclave, sono questi i temi che il cardinaleMatteo Maria Zuppiha deciso di affrontare nella sua prima intervista. Davanti ad Aldo Cazzullo per ilCorriere della Sera, il presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei) si apre e racconta la sua esperienza nel corso del processo per l’elezione papale.
Unconclave“rapido“, durato poco più di un giorno,che è stato in grado di lasciare fuori le interpretazioni politiche e complottistiche, preferendo la “comunione della Chiesa“. Ovviamente, Zuppi ricorda come ciò non voglia dire che non esistono differenze all’interno della classe dei cardinali, ma sottolinea come questa sia stata in grado di lasciarle da parte, in nome di un bene più grande.A prevalere è stata la volontà di non lasciare persa l’eredità di Papa Francesco.
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Si è deciso di lasciar prevalere la “continuità con la novità che ognuno porta con sé“. Papa Leone XIV seguirà le orme del suo predecessore, apportando cambiamenti e riforme nel suo unico stile. Zuppi è convinto della scelta compiuta dal conclave e ricorda comeRobert Francis Prevostsia un sacerdote americano che ha passato la maggior parte della sua vita in missione in Perù. Al contempo è un uomo di governo, in quanto ha governato la sua congregazione, la sua diocesi e poi il dicastero dei vescovi.
Zuppi: “Le critiche sono sempre veleno, anche sui social”
Sullecriticheche hanno seguito la sua elezione, così come la morte di Francesco, l’arcivescovo di Bologna dà un giudizio piuttosto chiaro. “Atteggiamenti divisivi e intimidatori“, ha spiegato, sottolineando che “l’odio e il pregiudizio che viene versatoè sempre un veleno“, anche sui social. In molti all’interno della Sistina avrebbero temuto i dossier con loro protagonisti, eppure nessuno scandalo e nessuna protesta hanno avuto luogo in quel periodo, come sottolineato dal cardinale.
Al contrario, i più giovani si sono avvicinati al mondo della Chiesa seguendo l’elezione sui social. L’arcivescovo di Bologna ha sottolineato come in molti lo abbiano raggiunto per annunciargli il loro sostegno. “L’altro giorno in stazione un gruppo di ragazzi mi ha chiesto di fare una foto insieme dicendo: ‘Noi abbiamo fatto il tifo per lei’“, ha raccontato, evidenziando la particolarità del fenomeno. Secondo il cardinale, si tratterebbe di un segno di vitalità non trascurabile e anche un dono di Papa Francese, che ha avvicinato la Chiesa a tutti.
Proprio su questo “tutti“, però, si sono scatenate le condanne maggiori nei confronti del pontefice scomparso. “Francesco teneva insieme la cura della comunità e l’accoglienza“, ha ricordato il presidente della Cei, ammettendo che questo approccio avrebbe messo in difficoltà alcuni ecclesiastici. Il fulcro della questione è proprio l’equilibrio: “Noi dobbiamo essere la casa di Dio, non l’albergo“.
Zuppi: “Leone difenderà gli stranieri perché è nel Vangelo”
Tornando a Papa Leone e alle differenze con il suo predecessore, Zuppi ha trattato anche il recentissimo incontro del pontefice con il leader della Lega,Matteo Salvini. Un incontro che con Papa Francesco non era mai avvenuto. “Il Papa è padre e parla con tutti“, ha ricordato convinto, sottolineando che contrapposizioni di questo non sono affidabili. Secondo Zuppi era inevitabile l’incontro, in quanto il Santo Padre aveva già incontrato Meloni e Tajani. “Poi bisogna vedere cosa gli ha detto…“, ha aggiunto, prima di chiarire che la posizione di Leone XIV è chiarissima.
“Leone difenderà l’accoglienza, difenderà gli stranieri, perché è nel Vangelo: ‘Ero forestiero e mi avete accolto“, ha spiegato il cardinale, aggiungendo che il neoeletto pontefice riuscirà a trovare la sua strada, a continuare i progetti di Francesco in una nuova chiave, guidando la Chiesa anche in momenti di crisi. Poi, in ogni caso, Zuppi ha ricordato: “Al Papa si obbedisce sempre“.
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