Il cinema italiano piange la scomparsa di Zeudi Araya, attrice e produttrice cinematografica morta all’età di 75 anni dopo una lunga malattia. A dare la notizia è stato il figlio Michelangelo Spano attraverso una nota ufficiale nella quale ha annunciato che la madre si è spenta domenica 24 maggio nella propria abitazione. La famiglia ha espresso gratitudine a tutte le persone che negli ultimi anni le sono state vicine con affetto e discrezione, chiedendo al tempo stesso il rispetto della propria privacy in questo momento di dolore. Le esequie si svolgeranno in forma strettamente privata nei prossimi giorni.
Nata il 10 febbraio 1951 a Decameré, in Eritrea, Zeudi Araya era figlia di un uomo politico e nipote di un ambasciatore etiope a Roma. Come riporta anche La Repubblica, prima di approdare nel mondo dello spettacolo aveva ottenuto il titolo di Miss Eritrea, riconoscimento che contribuì a farla conoscere anche fuori dai confini del suo Paese d’origine. Fu proprio un viaggio in Italia, però, a cambiare il corso della sua vita, aprendo le porte di una carriera che l’avrebbe resa uno dei volti più noti del cinema italiano degli anni ‘70.
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I primi passi nel mondo dello spettacolo arrivarono grazie a una famosa pubblicità del caffè Tazza d’Oro nei primi anni ‘70. La sua bellezza e il suo carisma non passarono inosservati e il regista Luigi Scattini la scelse come protagonista del film La ragazza dalla pelle di luna del 1972. La pellicola ottenne un buon successo e consentì alla giovane attrice di conquistare rapidamente la fama.
Negli anni successivi Zeudi Araya prese parte a numerose produzioni cinematografiche, soprattutto nel filone della commedia e del cinema erotico che caratterizzava quel periodo. La sua popolarità fu tale da portarla anche nel mondo della musica con la pubblicazione di un 45 giri. Il suo fascino e la sua presenza scenica contribuirono a renderla una delle attrici più riconoscibili dell’epoca.
La svolta come produttrice e l’eredità nel cinema italiano
Nel 1983 sposò il celebre produttore cinematografico Franco Cristaldi, figura centrale nella storia del cinema italiano e artefice di film come Divorzio all’italiana, Salvatore Giuliano e Amarcord. Da quel momento la carriera di Zeudi Araya si intrecciò sempre più con il mondo della produzione. Partecipò a film di successo come Il signor Robinson, Giallo napoletano e Tesoromio, lavorando accanto ad attori del calibro di Marcello Mastroianni, Paolo Villaggio, Johnny Dorelli, Sandra Milo e Renato Pozzetto.
All’inizio degli anni ’90 Zeudi Araya si ritirò progressivamente dalle scene. Dopo la morte di Cristaldi, avvenuta nel 1992, assunse un ruolo attivo nella gestione delle produzioni, continuando a lavorare nel settore insieme al regista Massimo Spano, suo compagno e padre del figlio Michelangelo. Negli anni successivi produsse numerosi progetti per il cinema e la televisione, mantenendo vivo il legame con il mondo dello spettacolo. Tra le sue ultime apparizioni pubbliche si ricorda quella del 2018 a Bologna, quando presentò insieme a Giuseppe Tornatore la versione restaurata in 4K di Divorzio all’italiana. La sua scomparsa lascia un segno indelebile nel mondo del cinema italiano degli anni ‘70.
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