Ancora un morto causato dal virus del West Nile in Italia. Ora dopo ora il bilancio delle vittime cresce esponenzialmente, creando una certa preoccupazione tra i cittadini. Dopo la morte del 72enne di Maddaloni, deceduto all’ospedale diCaserta, dove si trovava ricoverato a causa delle sue condizioni preoccupanti, è stato annunciato che sempre nel casertanoè morto anche un 76enne.
Questo era residente nella provincia di Salerno, maospite di una residenza sanitaria a Grazzanise. L’uomo, dal quadro clinico già compromesso come gli altri tre pazienti deceduti, era statoricoverato nei giorni scorsi in ospedalee poi trasferito nella residenza sanitaria.
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A preoccupare e provocare un certo allarmismo è il numero dei morti, che sembra avanzare implacabile. Al momento si contano9 decessi nella Nazione, tutti piuttosto ravvicinati e contagiati in zone in cui è certificata la presenza di zanzare infette.
Il bilancio dei decessi provati dal virusWest Nilein Italia è comunque destinato a salire. A ipotizzarlo è Antonello Maruotti, ordinario di Statistica all’università Lumsa, in una video intervista a Rainews.it. L’esperto ha infatti spiegato i dati che il nostro Paese ha a disposizione sui focolai che negli scorsi anni si sono verificati nel nostro Paese e possono essere utilissimi per prevedere l’evoluzione dei contagi nelle prossime settimane.
Sempre oggi sono stati registrati duenuovi casi autoctoni di West Nile in Lombardia. Si tratta di due donne, una di 38 e l’altra di 66 anni. Solo la seconda è attualmente ricoverata, come confermato all’Ansa dalla Regione Lombardia, dopo che alcuni quotidiani avevano anticipato la notizia. Si allarga, quindi, il numero di Regioni in cui viene registrata la presenza del virus.
Quando arriverà il picco di West Nile in Italia?
Antonello Maruotti ha quindi provato a dipingere unquadro chiaro delle infezioni in Italia. Secondo quanto registrato negli scorsi anniil picco di West Nile inizia a formarsi a metà luglio per poi intensificarsi fino alla metà di agosto. Da lì, solitamente, inizia una rapida discesa dei casi. I contagi di questo periodo non sono quindi una novità, anche se la situazione quest’anno sembra in qualche modo differente.
Negli anni scorsi infatti i contagisi registravano prevalentemente in Emilia Romagna e in Veneto, ovvero in zone in cui è presente la Pianura Padana. Quest’anno invece i territori più colpiti sono Campania e Lazio, in particolare la provincia di Latina.
La gestione del West Nile in Lombardia
Per quanto riguarda, invece, i nuovi casi di West Nile inLombardia, la Regione ha già dato inizio ad un’azione di sorveglianza e contenimentobasata su un sistema integrato coordinato tra Regione, Ats locali, Comuni e Istituto Zooprofilattico Sperimentale.
I Dipartimenti veterinari devonosvolgere un ruolo attivo nelle fasi di sorveglianza entomologica, sull’avifauna selvatica e sulle razze equidi. In questo modo si procede a raccogliere gruppi di zanzare ogni settimana da inviare all’Istituto Zooprofilattico sperimentale per l’analisi molecolare. Non appena viene individuato un virus, scattano allora immediatamente lemisure restrittive. Queste includono controlli su sangue, organi e tessuti donati per la provincia in cui è stata individuata l’infezione, così come per le province a 5 chilometri di distanza.
++Articolo in aggiornamento++
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