La rivistaManager Magazin, citando fonti ben informate, ha svelato il piano shock diVolkswagen: l’amministratore delegatoOliver Blumeavrebbe presentato all’ultimo consiglio di gestione, un programma per il taglio di circa100mila posti di lavoro. Il piano dovrebbe essere recapitato al consiglio di sorveglianza nel mese diluglio.
Attualmente i dipendenti in organico sarebbero 657mila dipendenti e l’intento è quello di ridurre
i costi generali per11 miliardi di euroentro il 2030. A tale scopo si prospetta la chiusura di4 impiantiproduttivi in Germania: 3 di Volkswagen ad Hannover, Zwickau ed Emden più uno di Audi a Neckarsulm. Attualmente però dal gruppo non sarebbe pervenuto nessun commento.
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Hille: “No comment su Volkswagen ma cerchiamo di evitare chiusura stabilimenti in Germania”
Interrogato in conferenza stampa sulle indiscrezioni riguardanti i possibili tagli ai posti di lavoro, il portavoce del governo tedesco,Sebastian Hille,ha chiarito di non voler commentare “informazioni basate su indiscrezioni stampa” ma ha ribadito un principio generale: “Cerchiamo dievitare ogni chiusura di stabilimenti in Germania,creando condizioni favorevoli per una grande economia industriale“.
Infatti, ha sottolineato il portavoce, il fatto che laGermania sia in una situazione economica impegnativa“non è una novità” e per questo motivo il governo federale ha fatto dellacompetitivitàun punto centrale del proprio lavoro. L’esecutivo infatti starebbe lavorando a una serie di misure per rafforzare la base economica del Paese: l’obiettivo è “rendere la Germania competitiva e adatta al futuro“.
Nonostante la situazione nazionale, sul caso Volkswagen più nello specifico, il portavoce ha evidenziato l’autonomia delle aziende nelle proprie decisioni e ha ribadito la necessità di agire secondo criteri economici e in dialogo con le parti sociali.
“In Germania situazione economica complicata”
Anche il portavoce delministero delle Finanzeha confermato il quadro di difficoltà della Germania e dell’Europa sottolineando anche l’impegno del governo nel “migliorare in modo costante le condizioni del sistema produttivo“. Tra le misure già adottate poi ha citato “interventi dialleggerimentoa breve termine come il prezzo industriale dell’energia e le compensazioni sui costi elettrici“, oltre all’impegno nella politica commerciale europea “per aprire nuovi mercati alle imprese tedesche e ridurre la pressione delle importazioni“.
Il ministero sta inoltre lavorando alla trasformazione del sistema energetico “per renderlopiù efficientedal punto di vista dei costi“, con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle imprese nel lungo periodo.
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