Era stata diramata massima prudenza dal Soccorso alpino per tutti gli escursionisti intenzionati ad affrontare gite ad alta quota. Purtroppo, però, sulle Piccole Dolomiti sul Vajo Gabene a Recoaro, nella provincia di Vicenza, non è stato possibile evitare la tragedia, l’ennesima tra le cime italiane di questa stagione e tra le prime di questo 2026. La cautela, quindi, non è mai abbastanza soprattutto quando si tratta di pericolo valanghe.
La vittima di questa drammatica vicenda è uno scialpinista che ha perso la vita dopo essere stato travolto con violenza da una slavina, che non gli ha lasciato via di scampo. Dalle prime informazioni, nonostante siano ancora scarne e poco dettagliate, è stato possibile apprendere che ad aver perso la vita sarebbe un uomo di 50 anni e sarebbe stato raggiunto dal soccorso alpino di Recoaro con un elicottero decollato da Treviso.
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Ma anche se il tempo di intervento è stato immediato, per lo scialpinista non è stato possibile far altro che decretarne il decesso. Troppo gravi le ferite che il 50enne ha riportato a causa del violentissimo impatto con la valanga. Si resta in attesa di comprendere l’esatta dinamica della vicenda e se l’uomo fosse partito per la sua gita effettivamente in sicurezza per affrontare il suo percorso tra le cime di del Vajo Gabene.
Soccorso alpino: “Occhio al ghiaccio e mai senza ramponcini”
Sono giorni delicati ad alta quota perché, come spiegato e avvertito dal Soccorso alpino, “l’attuale carenza di neve pregiudica le gite di ascialpinismo e con le sciaspole“. Di conseguenza, “molti optano per escursioni a piedi, ma i sentieri e le strade forestali a prima vista sembrano innocue, ma a causa del ghiaccio possono diventare pericolose“, ha spiegato ALberto Covi, presidente del Cnsas del Cai Alto Adige.
Inoltre, “chi va in montagna in questi giorni deve tenere conto del grande freddo. Chi è da solo, rischia la vita anche solo per una banale caduta“, ha illustrato Covi ponendo l’accento sulla temperatura a 2000 metri che non sale oltre i meno 10 gradi.
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