Verissimo, parlano i figli di Gaetano Russo, il panettiere ucciso a Sarno: ‘Papà mi disse solo: fuggi!’

Tra gli ospiti della puntata di oggi di Verissimo, i figli di Gaetano Russo, il panettiere e salumiere brutalmente ucciso nel suo negozio a Sarno intorno alla mezzanotte tra il 2 e il 3 febbraio. Una tragedia che ha lasciato sotto shock una città intera e una famiglia che, da quella notte, prova a convivere con un vuoto impossibile da colmare

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Tra gli ospiti della puntata di oggi diVerissimo, i figli diGaetano Russo, il panettiere e salumiere brutalmente ucciso nel suo negozio aSarnointorno alla mezzanotte tra il 2 e il 3 febbraio. Le ragioni dell’omicidio restano ancora da chiarire ma, secondo le prime ricostruzioni, l’omicida, il 35enneAndrea Sirica, si sarebbe trovato in unostato confusionaleche lo avrebbe spinto a un raptus improvviso. L’uomo è stato fermato dagli inquirenti all’interno dello stesso negozio e sarebbe già stato noto per alcuni precedenti e problemi personali.

Cristina, Mariangela e Raimondo: questi i nomi dei tre figli di Gaetano Russo che nel corso dell’intervista hanno ricostruito, con voce rotta dall’emozione, la drammatica notte che ha cambiato per sempre le loro vite.

La ricostruzione dei figli di Gaetano Gaetano Russo

Secondo quanto raccontato, quella seraCristinasi trovava nel negozio insieme ai genitori perché stava studiando. Era una consuetudine: lì aveva tutti i comfort per prepararsi, computer, stampante e tutto il necessario. Quando terminava di studiare, il padre la aspettava per chiudere il locale e poi rientravano insieme a casa. Anche quella sera sembrava tutto normale.

Mariangela, la sorella maggiore, era già andata a riposare dopo aver scoperto da poco di essere in dolce attesa.Raimondo, invece, era rientrato a casa poco prima, dove lo aspettavano la compagna e la piccola Clara, nata appena quindici giorni prima. Poi, all’improvviso, il silenzio della notte si è spezzato.

Il 35enneSiricaavrebbe iniziato a suonare con insistenza alla porta del negozio. Cristina lo conosceva, era un cliente abituale, per questo gli avrebbe aperto senza sospettare nulla. Tuttavia, appena entrato, l’uomo avrebbe iniziato subito a inveire contro la ragazza. Una discussione accesa, sempre più tesa. L’uomo avrebbe chiesto di “spegnere le connessioni”. Un dettaglio che, secondo Cristina, dimostrerebbe una certa lucidità e consapevolezza di quanto stava accadendo, più che uno stato di confusione come ipotizzato nelle prime fasi dell’indagine.

Con tono sempre più aggressivo, l’uomo avrebbe intimato alla ragazza di chiamare i genitori, iniziando a colpire con i pugni la vetrina accanto. Così, sentendo urla e rumori,Gaetano Russosarebbe uscito dal retrobottega. Senza esitare si sarebbe frapposto tra l’uomo e la figlia, facendo da scudo mentre il 35enne continuava a urlare e a scagliare contro di loro alcune casse d’acqua.Gaetano tentava di calmarlo, di riportare la situazione alla normalità. Ma ogni tentativo di mediazione sarebbe stato inutile.

Lo slancio improvviso e inaspettato di Sirica

All’improvviso Sirica avrebbescavalcato il bancone, raggiungendo il coltelloche, secondo il racconto dei figli, sapeva bene dove trovare, essendo un frequentatore abituale del negozio. Nel frattempo la madre era uscita per cercare aiuto, intuendo che la situazione stava precipitando. Pochi istanti dopo l’aggressione.

Il 35enne si sarebbe scagliato contro Gaetano Russo, colpendolo più volte con il coltello alpetto e all’addome.L’uomo si sarebbe dapprima accasciato. Quando Cristina si è avvicinata per soccorrerlo, il padre le sarebbe crollato addosso. In quel momento le avrebbe sussurrato un’unica parola, l’ultima “Fuggi.

All’inizio Cristina non riusciva a muoversi, schiacciata dal peso del padre ferito. Poi, con uno sforzo disperato, sarebbe riuscita a liberarsi e a correre verso il retrobottega, chiudendo la porta dietro di sé, una porta difficile da aprire se non si sa come fare.

Nel tentativo di raggiungerla, Sirica si sarebbe imbattuto nella zia ottantenne della ragazza. Anche lei sarebbe stata aggredita: calci, pugni, oggetti scagliati contro di lei. L’anziana avrebbe riportato diverse fratture alle costole.

L’arrivo di Mariangela e Raimondo

IntantoMariangela, attirata dal trambusto, si sarebbe affacciata dalla strada. Attraverso il vetro del negozio avrebbe visto Sirica e, sul pavimento, i piedi del padre e avrebbe urlato: “Che cosa hai fatto a mio padre?”. La risposta dell’uomo, racconta la ragazza, sarebbe stata agghiacciante: avrebbe sputato contro il vetro e, ridendo, avrebbe detto: “Ah, tu non mi apri? Tuo padre a terra già è morto“.Parole che, secondo la figlia, dimostrerebbero ancora una volta la lucidità dell’aggressore. Mariangela è infatti convinta che Sirica avesse scelto con attenzione il momento: la strada deserta, nessuno in giro e l’assenza di Raimondo.

Con l’ingresso in studio diRaimondoè arrivata anche la sua testimonianza. Il giovane sarebbe arrivato al negozio pochi minuti dopo. Davanti ai soccorsi e ai passanti accorsi sul posto avrebbe subito capito che per il padre non c’era più nulla da fare. Leferite profonde all’addome e al cuore erano troppo gravi.

Un uomo semplice e amato

Il racconto dei figli restituisce ilritratto di un uomo semplice e profondamente amato.Gaetano Russo, dicono, era una personapacifica, sempre sorridente. Un uomo buono, solare, capace di affrontare la vita con umiltà e sacrificio. Aveva lavorato duramente per crescere i suoi tre figli con amore e dignità.

Nel video proiettato prima dell’ingresso in studio di Raimondo scorrono le immagini della loro vita: momenti di famiglia, sorrisi, ricordi. Il figlio racconta commosso il rapporto speciale con il padre e dice con la voce spezzata: “Eravamo come due migliori amici, vivevamo in simbiosi” e poi aggiunge, “Non potrò mai essere come mio padre. Il mio sorriso non sarà mai bello come il suo“.

Raimondo ricorda i biscotti che preparava, le abitudini della famiglia, i piccoli gesti quotidiani che oggi diventano ricordi preziosi e racconta che parlerà spesso del nonno alla piccolaClara, sua figlia. Gaetano era felicissimo della sua nascita e desiderava da tempo diventare nonno. Infatti proprio della gravidanza dell’altra figlia, Mariangela, era stato il primo a essere informato. Era così felice che non era riuscito a tenere il segreto. Aveva perfino detto, scherzando, che si sarebbe messo a dieta per festeggiare il battesimo della nipotina e organizzare il baby shower del bambino in arrivo.

Per Cristina, gratitudine e profondo senso di colpa

Cristina, che ha assistito alla scena, dice di non sapere come potrà mai ringraziare il padre per aver dato la vita per proteggerla. Ma confessa anche un dolore che la tormenta: il senso di colpa per aver aperto quella porta: “Non smetterò mai di sentirmi in colpa“, dice. I fratelli, soprattutto Raimondo,provano a proteggerla da quel peso. Le ricordano che non avrebbe potuto immaginare cosa sarebbe accaduto: Sirica era una persona conosciuta, un cliente abituale.

Oggi, dicono, la loro famiglia è distrutta. Perdere un padre è sempre difficile. Ma accettare una morte così brutale è quasi impossibile. Cristina spera almeno di riuscire a portare avanti ciò che il padre desiderava per lei: lo studio e l’istruzione. Proprio quello che stava facendo quando tutto è accaduto.

I prossimi passi per la famiglia

Intanto la famigliaattende che la giustizia faccia il suo corso. Le telecamere del negozio, spiegano i figli, sono di ottima qualità e dovrebbero aver ripreso ogni momento dell’aggressione. La ricostruzione dei fatti, quindi, potrebbe risultare chiara.

A preoccupare la famiglia è anche un altro aspetto:il negozio è attualmente sotto sequestro per le indagini e l’attività è ferma. Gaetano riforniva pane e prodotti a diversi punti vendita della zona e lo stop rischia di far perdere importanti contratti di lavoro.

Una tragedia che ha scosso profondamente l’intera comunità di Sarno, lasciando sotto shock una città intera e una famiglia che, da quella notte, prova a convivere con un vuoto impossibile da colmare.

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