Proseguono senza sosta i soccorsi in Venezuela dopo il violento doppio terremoto che nella notte tra mercoledì e giovedì ha colpito il Paese, provocando il sisma più forte degli ultimi 120 anni. Mentre il numero delle vittime continua ad aumentare, cresce anche quello delle persone delle quali non si hanno più notizie: secondo il sito web venezuelano dedicato ai dispersi, sono oltre 50mila coloro che risultano ancora irreperibili.
Le autorità e le squadre di emergenza sono impegnate in una complessa corsa contro il tempo tra edifici crollati, infrastrutture danneggiate e interi quartieri ridotti in macerie. Il portale online, creato per facilitare le operazioni di ricerca, consente ai cittadini di inserire fotografie, dati anagrafici, informazioni sull’ultima posizione conosciuta e qualsiasi dettaglio utile per aiutare a ritrovare familiari e amici scomparsi durante il sisma.
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Il bilancio delle vittime in Venezuela continua a crescere
Il ministro della Salute Carlos Alvarado ha aggiornato il bilancio provvisorio delle vittime, salito a 235 morti. Si tratta di un dato destinato purtroppo ad aumentare nelle prossime ore, considerando l’elevato numero di persone ancora intrappolate sotto le macerie e le difficoltà che i soccorritori incontrano nel raggiungere alcune delle aree più colpite.
Tra le vittime ci sarebbero anche cittadini stranieri. LaFarnesinaha confermato il decesso di un italo-venezuelanorimasto coinvolto nel crollo di un edificio nella regione di La Guaira. Le autorità brasiliane hanno invece comunicato la morte di due connazionali, mentre la Cina ha confermato due vittime attraverso la propria ambasciata a Caracas. Anche il Portogallo ha reso noto il decesso di un cittadino, estratto vivo dalle macerie ma morto durante il trasporto in ospedale.
Gli ospedali al limite: tanti bambini arrivano senza familiari
L’emergenza sanitaria resta estremamente critica in Venezuela. Gli ospedali delle principali città continuano ad accogliere centinaia di feriti, molti dei quali in condizioni gravi. Particolarmente drammatica la situazione dei minori, spesso trasportati nei pronto soccorso senza genitori o parenti perché separati dalle famiglie durante il crollo degli edifici.
Le sale d’attesa sono affollate da persone che consultano continuamente gli elenchi dei ricoverati nella speranza di ritrovare un familiare disperso. Contemporaneamente, sui social network e sul portale dedicato agli scomparsi si moltiplicano gli appelli, mentre gli obitori risultano ormai saturi e il personale sanitario continua a lavorare senza sosta per far fronte all’emergenza.
La comunità internazionale mobilitata per gli aiuti
Di fronte alla portata della tragedia, numerosi Paesi hanno attivato missioni di assistenza umanitaria. L’Unione europeaha messo a disposizione il Meccanismo europeo di protezione civile e il sistema satellitare Copernicus per supportare le operazioni di ricerca, mentre diverse nazioni hanno inviato squadre specializzate, unità cinofile, medici e attrezzature per il soccorso.
Anche le Nazioni Unite, la Croce Rossa internazionale e numerose organizzazioni umanitarie stanno coordinando gli interventi in Venezuela. L’obiettivo resta quello di individuare il maggior numero possibile di sopravvissuti tra le macerie e garantire assistenza alle migliaia di sfollati che, dopo il terremoto, hanno perso la casa e attendono aiuti essenziali. La priorità, in queste ore, è quella di salvare quante più vite possibili e dare risposte alle decine di migliaia di famiglie che continuano a cercare i propri cari.
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