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Venezuela, cresce il bilancio del terremoto: 1.430 morti. Salvato vivo un bambino dopo tre giorni

Proseguono senza sosta le operazioni di soccorso dopo il devastante doppio sisma che ha colpito il Paese: migliaia di feriti e dispersi, mentre la comunità internazionale mobilita aiuti e squadre di emergenza

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Il Venezuela continua a fare i conti con una delle più gravi tragedie naturali della sua storia.Il bilancio ufficiale del devastante doppio terremotoche ha colpito il Paese mercoledì 24 giugno è salito ad almeno1.430 vittimee3.238 feriti, mentre migliaia di persone risultano ancora disperse e le operazioni di ricerca proseguono senza sosta tra le macerie.

Adaggiornare i datiè stato il presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana,Jorge Rodríguez, intervenuto sulla televisione di Stato VTV. Secondo le autorità, il sisma ha colpito direttamente3.142 famiglie, mentre gli interventi di assistenza hanno già raggiunto73.736 nuclei familiari, soprattutto nello Stato costiero diLa Guaira, l’area maggiormente devastata dalle due forti scosse di magnitudo7.2e7.5.

Un bambino estratto vivo dopo tre giorni

Tra le notizie che alimentano la speranza in un contesto di devastazione arriva ilsalvataggio di un bambino di 11 anni, estratto vivo dalle macerie aCaraballeda, dopo aver trascorso tre giorni intrappolato. Ad annunciare il ritrovamento è stata la presidente ad interimDelcy Rodríguez, che in un messaggio pubblicato sui social ha scritto:“Pochi minuti fa è stato salvato vivo un bambino di 11 anni a Caraballeda. In queste ore ogni vita è speranza per il Venezuela.”

L’episodio rappresenta unsegnale incoraggiante per le squadre di soccorso,che continuano a lavorare senza interruzione nella speranza di trovare altri superstiti. La tragedia ha innescato una vasta risposta della comunità internazionale.Secondo il governo venezuelano, 24 Paesihanno inviato aiuti umanitari e complessivamente2.741 soccorritori, già integrati nelle squadre di emergenza locali.

Anche l’Italia ha risposto all’appello.Nella nottetra venerdì e sabato è atterrato all’aeroporto militare di El Libertador, a Maracay, unvolo della Difesacon un contingente di97 operatori, coordinati dal Dipartimento della Protezione Civile e composto da soccorritori, personale sanitario, Vigili del Fuoco e funzionari dell’Unità di crisi della Farnesina. Un secondo velivolo con ulteriore personale specializzato è atteso nelle prossime ore per rafforzare le operazioni.

La solidarietà dell’Unione Europea

Anche l’Unione Europea ha espresso il proprio sostegno al Venezuela.Bruxelles ha annunciato lo stanziamento di 5 milioni di euroin aiuti d’emergenza e l’attivazione delMeccanismo europeo di protezione civile, che ha consentito l’invio di squadre di ricerca e soccorso, vigili del fuoco e personale medico da diversi Stati membri. Inoltre, il programma satellitareCopernicussta fornendo immagini e mappe aggiornate per individuare le aree più colpite e facilitare la distribuzione degli aiuti.

Le autorità venezuelane continuano a scavare tra gli edifici crollati, mentre il numero dei dispersi resta molto elevato e potrebbe aggravare ulteriormente il bilancio delle vittime.Lo Stato di La Guaira è stato dichiarato zona disastratae posto sotto controllo militare per coordinare gli interventi di emergenza e garantire la sicurezza nelle aree maggiormente colpite.

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