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Venezia, omicidio barman: la confessione del vigile

Riccardo Salvagno avrebbe dichiarato al pubblico ministero: "Mi ricattava con un video, non volevo ucciderlo. È partito un colpo accidentalmente"

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Riccardo Salvagno avrebbe confessato di essere l’autore dell’omicidio verificatosi a Venezia, in cui ha perso la vita Sergiu Tarna, giovane barman moldavo di 25 anni, ucciso con un colpo di pistola il 31 dicembre scorso in un campo agricolo a Malcontenta di Mira. La confessione è avvenuta questa mattina, al termine di un interrogatorio durato cinque ore, condotto dal pm Christian Del Turco e dai carabinieri del nucleo investigativo di Venezia. Insieme a Salvagno, accusato di essere l’esecutore materiale, è stato arrestato anche Andrea Vescovo, considerato suo complice.

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Venezia, Salvagno sull’omicidio di Sergiu Tarna: “Mi è partito un colpo

Dal nucleo investigativo di Venezia e dalla testimonianza di Salvagno è emerso che il colpo fatale, che ha raggiunto Tarna alla testa, sarebbe stato esploso accidentalmente dall’agente quarantenne della polizia locale. Tuttavia, molti dettagli risultano ancora poco chiari e dovranno essere approfonditi. Un punto cruciale riguarda il ruolo di Andrea Vescovo: inizialmente indicato dallo stesso Salvagno come responsabile dello sparo, il vigile ha poi dichiarato che Vescovo era presente sulla scena del delitto, ma non aveva premuto il grilletto.

Dal canto suo, Vescovo ha sempre sostenuto di essere già andato via dal luogo del crimine al momento dell’accaduto. Salvagno ha tentato di difendersi affermando che l’arma sia stata azionata involontariamente e negando quindi l’ipotesi di un’esecuzione premeditata avanzata dagli investigatori. Il legale del vigile, Guido Galletti, ha riferito le dichiarazioni del proprio assistito: secondo lui, il colpo non sarebbe stato esploso da distanza ravvicinata e il tragico evento si sarebbe consumato in un contesto confuso, caratterizzato da scarsa visibilità ambientale e uno stato di agitazione generale.

Rimane però da chiarire perché, se si fosse trattato di un mero incidente, Salvagno si fosse recato con Vescovo a effettuare un sopralluogo nel campo il giorno prima dell’uccisione. Il movente dell’omicidio, secondo quanto emerso dall’interrogatorio, sarebbe collegato a un presunto ricatto. Salvagno ha raccontato di essere stato minacciato da Tarna con un video registrato durante un suo incontro con una persona trans. L’agente ha dichiarato: “Mi ricattava con quel video, ma non volevo ucciderlo. Mi è partito un colpo. Tuttavia, il video in questione non è ancora stato ritrovato e non ci sono prove certe della sua esistenza.

Stando alle parole di Salvagno, la registrazione lo avrebbe ritratto insieme a una escort trans con cui si era incontrato il 22 dicembre a Marghera. Il vigile era convinto che Tarna fosse a conoscenza del materiale compromettente e temeva di essere ricattato. D’altro canto, Tarna aveva sempre negato qualsiasi coinvolgimento nella presunta vicenda. Proprio per questo il barman sarebbe stato portato nel campo e infine ucciso.

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