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Venezia, l’ambasciatore Usa Fertitta approda con il maxi yacht: proteste e tensioni alla vigilia del Redentore

Il Boardwalk, lungo 117 metri, attracca in Riva dei Sette Martiri per il tour diplomatico dell'ambasciatore statunitense. Oltre 500 manifestanti sfilano con lo slogan "Venezia non si USA", momenti di tensione con la polizia

5 Min di lettura

L’ambasciatore degli Stati Uniti in ItaliaTilman Fertittaè arrivato a Venezia a bordo del suomaxi yacht “Boardwalk”, in occasione della tradizionaleFesta del Redentore, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate veneziana.

Poco prima di mezzogiorno l’imbarcazione, lunga117 metri, è entrata nel bacino di San Marco provenendo dal Lido. Assistita da un rimorchiatore e scortata dalle motovedette della Guardia Costiera, ha attraccato aRiva dei Sette Martiri, dove era già stato predisposto un imponente dispositivo di sicurezza con polizia e carabinieri.

Sul ponte panoramico dello yacht Fertitta, in abbigliamento informale, ha osservato il panorama della laguna insieme alla moglieLauren Fertittae ad alcuni ospiti. La tappa veneziana rientra nel“Freedom 250 Coastal Diplomacy Tour”, il viaggio lungo le coste italiane organizzato dall’ambasciatore per celebrare il250° anniversario degli Stati Uniti.

Massima sicurezza attorno al maxi yacht

La presenza del diplomatico americano ha comportato unrafforzamento delle misure di sicurezza. L’area di Riva dei Sette Martiri è stata transennata e presidiata da agenti anche intenuta antisommossa, mentre loyacht è rimasto sorvegliato sia da terra sia dall’acqua. A bordo dell’imbarcazione era visibile anche un elicottero posizionato su uno dei due eliporti di cui il Boardwalk è dotato.

Secondo quanto emerso, la sicurezza è stata rafforzata sia per il ruolo istituzionale di Fertitta sia per le manifestazioni annunciate contro la sua presenza in città.

La protesta: “Venezia non si USA”

Nel pomeriggio oltre500 manifestanti, secondo gli organizzatori, hanno partecipato al corteo promosso dai centri sociali del Nordest con lo slogan“Venezia non si USA”. La manifestazione, partita da Campo San Zaccaria, aveva l’obiettivo di raggiungereRiva dei Sette Martiri, dove era ormeggiato ilBoardwalk. Il corteo è stato però fermato da uno schieramento dei reparti mobili della polizia.

Quando alcuni manifestanti hanno tentato diavvicinarsi all’area protetta, si sono verificati momenti di tensione. Le forze dell’ordine hanno effettuato unabreve carica di alleggerimento, durata pochi minuti, che ha impedito al corteo di proseguire verso lo yacht.

Successivamente i manifestanti si sono diretti verso loSpazio Esedra, ai Giardini della Biennale, e poi in via Garibaldi, dove si sono conclusi gli interventi finali.

Le critiche della Cgil

Tra le voci critiche anche quella dellaCgil di Venezia. Il segretarioDaniele Giordanoha definito “una vergogna” l’accoglienza riservata al maxi yacht dell’ambasciatore proprio durante laFesta del Redentore, sostenendo che un’imbarcazione di tali dimensioni rappresenti l’opposto del modello di sostenibilità che Venezia dichiara di voler perseguire.

Secondo il sindacato, la sostenibilità non può limitarsi agli aspetti ambientali, ma deve comprendere anche qualità del lavoro, diritto alla casa e possibilità per i residenti di vivere stabilmente in città, elementi che sarebbero messi in crisi da un modello economico basato sul turismo e sulla rendita.

L’interrogazione di Avs

Sulla vicenda è intervenuta ancheAlleanza Verdi e Sinistra. La consigliera comunaleMarta Battistellaha presentato un’interrogazione al sindaco chiedendo che venga garantito il pieno accesso dei cittadini alle rive pubbliche durante i festeggiamenti del Redentore e chesia tutelato il diritto a manifestare contro la presenza dell’ambasciatore statunitense.

Nel documento si invita inoltre l’amministrazione comunale a limitare l’impatto della presenza del maxi yacht sulla vita cittadina e a esprimere il dissenso della città rispetto alle politiche dell’amministrazione statunitense.

Il Redentore tra diplomazia e polemiche

Nonostante le contestazioni, Fertitta non ha modificato il proprio programma e seguirà da Venezia lo spettacolo dei fuochi d’artificio del Redentore.

La sua presenza rappresenta una delle tappe del tour diplomatico lungo i porti italiani, già passato da Ravenna nei giorni precedenti, ma è proprio Venezia la città dove l’approdo del Boardwalk ha suscitato ildibattito più acceso, trasformando una visita istituzionale in un caso politico e simbolico sul rapporto tra turismo di lusso, sicurezza e utilizzo degli spazi pubblici della città lagunare.

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