Proseguono le indagini sullatragedia familiareavvenuta a San Stino di Livenza, in provincia di Venezia. Un ragazzo di 17 anni ha confessato di aver ucciso la zia, Chiara Guerra, e di aver successivamente occultato il corpo gettandolo in un canale. La confessione è arrivata nel corso di un lungo interrogatorio notturno davanti ai magistrati, dopo giorni di indagini avviate in seguito alla denuncia di scomparsa della donna di giovedì.
Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni investigative, l’omicidio sarebbe commesso proprio nel primo pomeriggio di giovedì all’interno di una legnaia adiacente all’abitazione. I carabinieri hanno posto sotto sequestro sia il locale sia il resto della casa dopo aver rinvenuto numerose tracce di sangue. Inoltre, il giovane avrebbe riferito agli inquirenti di essersi disfatto dell’arma del delitto, probabilmente un lungo coltello da cucina, gettandola nello stesso canale dove è stato nascosto il corpo della vittima.
Leggi Anche
Il corpo della vittima e le ricerche nel canale a Venezia
Uno degli aspetti più inquietanti emersi dalla confessione riguarda il trasporto della salma. Infatti, il ragazzo avrebbe raccontato di aver utilizzato una carriola per portare il corpo dalla propria abitazione fino al canale Malgher. Per raggiungere il luogo in cui si sarebbe disfatto del cadavere, avrebbe attraversato anche una parte del centro abitato del paese, una cittadina di circa 12 mila residenti in provincia di Venezia.
Il corpo della donna sarebbe stato nascosto sotto un grande telo sistemato all’interno della carriola, nel tentativo di non attirare l’attenzione dei passanti. Sul posto sono al lavoro i sommozzatori dei vigili del fuoco, impegnati nelle ricerche sia della salma sia dell’arma utilizzata per l’omicidio.
Il possibile movente e le condizioni del 17enne
Le indagini stanno cercando di fare luce anche sul movente che avrebbe portato al drammatico gesto. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi sarebbero tensioni familiari e dissidi di natura economica maturati nel tempo all’interno del nucleo familiare. Gli accertamenti, però, dovranno stabilire se questi elementi abbiano avuto un ruolo determinante nella vicenda.
Intano, sono emersi dettagli sulle condizioni fisiche del 17enne. Il ragazzo presenta un polso fratturato e diverse ferite sul corpo e sul volto. Secondo gli investigatori, tali lesioni potrebbero essere compatibili con una colluttazione avvenuta con la zia prima dell’omicidio. A verificare il suo stato di salute è stato il medico legale Antonello Cirnelli, incaricato dallaProcura. In un primo momento il giovane aveva spiegato in maniera confusa di essersi procurato la frattura alla mano in seguito ad una caduta accidentale. Adesso, però, saranno le indagini e gli esami tecnici a chiarire ogni aspetto di questa vicenda che ha profondamente colpito l’intera comunità in provincia di Venezia.
© Riproduzione riservata













