Attimi di panico e tensione sulle montagne italiane con due valanghe sopraggiunte, nelle stesse ore, nelle regioni della Lombardia e del Trentino Alto-Adige. Tra le cime lombarde la massa di neve ha causato un decesso e un disperso, mentre nel secondo caso non vi sono stati morti ma solo feriti, seppure in gravi condizioni.
Valanga in Valtellina, un morto e un disperso
Nel primo incidente, una valanga si è staccata intorno alle 12 sull’alpe Meriggio, nel comune di Albosaggia, provincia di Sondrio, in Valtellina, e ha travolto tre scialpinisti. Stando alle informazioni disponibili, uno è deceduto, un altro è riuscito a salvarsi uscendo da solo dalla neve, mentre il terzo risulta al momento disperso. Sul posto sono prontamente accorsi i tecnici del soccorso alpino e i militari della Guardia di finanza, con l’intera area sorvolata dall’elicottero Drago dei vigili del fuoco. Inizialmente, a seguito delle prime ricerche dell’elicottero, era sembrato che nessuno fosse stato colpito dalla slavina, ma in un secondo momento la situazione ha assunto tutto un altro colore. I soccorritori restano impegnati nelle attività di ricerca dello scialpinista disperso.
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In Lombardia, la valanga di oggi arriva a brevissima distanza da quella distaccatasi ieri in Alta Valle Spluga, sopra Chiavenna, nel comune di Madesimo. Lì, un miliare di 30 anni del soccorso alpino-fluviale della Guardia di Finanza, impegnato in un’esercitazione, è rimasto ferito gravemente sotto la neve e trasportato in codice rosso all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
Valanga a Bellamonte
Il secondo incidente si è invece verificato nei pressi di Bellamonte, provincia di Trento, e precisamente in zona Forte Buso, propria sopra il lago di Paneveggio, all’interno del territorio comunale di Predazzo. Una slavina si è staccata all’improvviso dal versante della montagna ed è scesa lungo il pendio travolgendo un gruppo di scialpinisti impegnati in un’escursione. Stando alle prime informazioni reperite subito dopo l’evento, l’incidente, verificatosi poco dopo le 12,30 di questa mattina, avrebbe coinvolto quattro persone.
Immediata la reazione dei soccorsi, con un’ampia operazione subito messa in campo al fine di recuperare gli escursionisti investiti dalla massa di neve. Due elicotteri con a bordo uomini del soccorso alpino della Guardia di finanza e del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) si sono prontamente levati in volo e sono partiti alla volta del sito dell’incidente.
Il peggio è stato scongiurato, con i quattro scialpinisti estratti vivi dalla neve. Le condizioni di alcuni di loro destano però preoccupazione giacché, secondo quanto si apprende, uno dei quattro è stato ricoverato all’ospedale Santa Chiara di Trento in gravissime condizioni, mentre un secondo membro del gruppo sarebbe grave. I restanti due, al contrario, avrebbero riportato solo ferite lievi.
Situazione critica in Trentino
Il provvidenziale intervento dei soccorsi arriva, anche in questo caso, a solo pochi giorni dalla tragedia di Solda, frazione del comune di Stelvio, nella provincia autonoma di Bolzano, dove due alpinisti sono morti in seguito a un doppio distacco nei pressi del rifugio Madriccio.
In considerazione dell’emergenza, L’Adige riporta l’odierno bollettino valanghe dell’Euregio, il progetto di collaborazione tra lo stato federato austriaco del Tirolo e dalle due provincie autonome italiane di Trento e di Bolzano, il quale parla di un manto nevoso ancora instabile e di valanghe a rischio di facile distacco anche con il passaggio di una singola persona. I punti più critici, si evidenzia nel bollettino, sono legati alla neve ventata e alla neve vecchia con strati deboli persistenti, soprattutto sui pendii ripidi esposti a ovest, nord ed est sopra il limite del bosco e in prossimità del limite del bosco.
Questi eventi dimostrano come il problema delle valanghe nelle regioni montuose dell’Italia resti un tema su cui, soprattutto in questo periodo dell’anno, è doveroso porre la massima attenzione.
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