Una nuova tragedia in montagna ha sconvolto il nostro Paese. Oggi ad essere bersagliato dalla violenza della natura è stato il Friuli Venezia Giulia, colpito da ben due valanghe, accadute quasi in contemporanea. A Sella Nevea e Casera Razzo, al confine tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, grossi banchi di neve si sono staccati ed hanno travolto tutto ciò che si trovava sulla loro via.
Gli allarmi, come riferito dalle note del Soccorso Alpino, erano scattati intorno alle 14.30 per due distinte valanghe. La prima è stata quella di Casera Razzo, dove la chiamata al Numero unico di emergenza 112 era giunta da un testimone che ha assistito all’evento valanghivo e notato una persona travolta. Quest’ultima è stata trovata purtroppo senza vita dopo ore di ricerca.
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La valanga era caduta all’incirca a 1800 metri di quota non lontano dal Col Merende e da Forcella Tragonia. Ad operare, oltre alla Sores, squadre del Soccorso Alpino proveniente da Friuli Venezia Giulia e Veneto, oltre all’elicottero della Protezione Civile anche soccorritori della Guardia di Finanza e tre unità cinofile da valanga. Le operazioni sono state più veloci del solito, perché poco lontano era in corso una esercitazione. Le condizioni meteorologiche avverse, però, hanno reso le ricerche piuttosto complesse.
Valanghe in Friuli: la seconda emergenza
Solo qualche minuto dopo questa prima chiamata, un secondo allarme è scattato a Sella Nevea dove, a circa 2mila metri di quota, si è verificata una valanga sul classico itinerario scialpinistico che da Sella Ursic conduce alla Conca Prevala. La valanga era stata descritta come di grandi dimensioni, con un fronte di circa cinquanta metri e un dislivello di duecento metri.
In questo caso la slavina ha coinvolto un gruppo di cinque persone. Uno di questi era stato sepolto dal banco di neve, ma l’intervento tempestivo dei suoi compagni gli ha permesso di emergere e salvarsi. L’uomo è stato stabilizzato e quindi trasportato a Sella Nevea, dove è stato affidato all’ambulanza e successivamente imbarcato in elicottero trasferito all’ospedale di Udine. Le sue condizioni non sono apparse preoccupanti, è sempre rimasto cosciente anche se con molti traumi e in ipotermia.
Gli incidenti si sono verificati in un contesto piuttosto complicati, anche in considerazione dell’ultimo bollettino presentato dalla Protezione Civile Regionale che aveva previsto per oggi un grado di pericolo 3, ovvero marcato, sopra i 1.400 metri per la presenza di neve fresca e la formazione di lastroni da vento in prossimità di creste e canaloni, oltre a strati fragili persistenti nascosti nei pendii ombreggiati. Proprio martedì scorso infatti un’altra valanga si era verificata a Sella Nevea, dove erano stati travolti due scialpinisti. Entrambi sono sopravvissuti.
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