Una storia sfortunata e tormentata quella del giornale l’Unità. Con quattro sospensioni delle pubblicazioni in 25 anni, ieri,Romeo editorecomunica ufficialmente una nuova chiusura. Rilevata nel 2022 con l’intenzione di salvarla dal fallimento, la testata si trova oggi a chiudere nuovamente i battenti.
“Fin dal primo giorno, l’impegno assunto è stato duplice: rimettere in ordine i conti, garantendo una gestione corretta e rigorosa del giornale e, al tempo stesso, custodirne la storia nella prospettiva di riportare la testata alla casa politica che l’ha generata, il Partito Democratico“, ha dichiarato l’editore.
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Proprio partendo da questo presupposto, nella nota, l’editore non fa mistero dellungo dialogosvoltosi negli ultimi mesi con ilPd.Da una parte la disponibilità a cedere la testata a un prezzo simbolico, dall’altra la decisione dinon dare seguito alla trattativa.
Sfumata la trattativa con il Pd
Dalla nota di Romeo Editore, sembrerebbe che lo stop alla trattativa con il Pd fosseinaspettato: “Il confronto sembrava avviatoverso una conclusione positiva.Ma il Pd ha deciso dinon dare seguito alla trattativa“. E questo nonostante, viene sottolineato, la scelta di cedere la testata ad un “prezzo simbolico” fosse dettata dalla volontà di restituirla alla comunità politica e culturale che l’ha generata piuttosto che dalogiche di profitto.
Tuttavia, continua l’editore, “preso atto di questa decisione, venuta meno la prospettiva che aveva giustificato l’impegno di questi anni e tenendo conto delle ulterioriperdite di esercizioaccumulate nel frattempo, Romeo Editore è costretta a sospendere le pubblicazioni“.
Chiude l’Unità
A concludere la nota con un tocco diamarezzail ringraziamento alla redazione, ai collaboratori e ai lettori. Una comunità che ha reso possibile “la continuità di una testata che appartiene alla storia del Paese“. L’Unità ha attraversato unaprofonda crisi editoriale:la prima sospensione risale al luglio del 2000, la seconda all’agosto del 2014, la terza a giugno del 2017 e la quarta nel luglio del 2022.
Il luglio del 2026 segna la fine di un altro capitolo. Il direttorePiero Sansonetti,al vertice del quotidiano dal 2023, ha preferito, sconsolatamente, non rilasciare dichiarazioni per il momento. Perché come sempre quando qualcosa finisce rimangono delusione e tristezza.
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