“In questi giorni in cui nasce Gesù, cercare di far sorridere e rendere felici i bambini che soffrono con un nostro piccolo dono fa bene ai nostri cuori… al nostro animo umano…“. Potrebbe essere questa l’essenza di “Una carezza per Natale“, l’iniziativa della Fondazione dei Cavalieri di Gran Croce, rivolta ai bambini che purtroppo devono rimanere in ospedale per problemi di salute e non possono andare a casa, ma anche ai loro famigliari e a tutti i sanitari impegnati in questi giorni delle Feste Natalizie.
Un gesto che, come ha spiegato il dott. Fausto Bartolini, cavaliere di Gran Croce delegato per la Regione Umbria, insieme al presidente della Fondazione, Claudio Gorelli, dal 2022 si ripete e entra nei reparti pediatrici per portare un momento di libertà e gioia.
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Perché il Natale è sinonimo di famiglia, affetto, calore. E’ sinonimo di vita e ritorno entro le mura di quel posto che ognuno per la propria storia personale riconosce come casa. Quel luogo di cui si conoscono i rumori così come i profumi, tanto le voci, quanto i ricordi. Ma non sempre si ha la fortuna di poter trascorrere le festività con spensieratezza e in compagnia dei propri cari. O in salute, come per i bimbi ricoverati nei reparti pediatrici, che hanno trasformato la loro camera nel loro posto sicuro e il personale sanitario in una famiglia allargata, insieme ai genitori che vegliano al loro fianco.
E il Natale è anche un insieme di tradizioni come quella che è ormai divenuta a tutti gli effetti “Una carezza per Natale“. Il gesto di solidarietà ai piccoli ricoverati pediatrici, è anche condivisa e supportata dai vertici del Vaticano, in particolare da Sua Eminenza il Cardinale Pietro Parolin, Segretario dello Stato Vaticano.
Lo scorso 30 dicembre, dunque, i Cavalieri di Gran Croce si sono recati all’Azienda ospedaliera di Perugia per lasciare in dono ai piccoli pazienti uno zainetto carico di dolciumi e giocattoli. Una carezza che desidera strappare un sorriso ai bimbi, oltre a voler ricordare che i bambini ricoverati non hanno bisogno soltanto di cure mediche, bensì di sentirsi accolti, sostenuti, circondati da calore umano e da gesti che sappiamo alleggerire la difficoltà della malattia che affrontano ogni giorno.
E Babbo Natale per un giorno, il gen. Virgilio Chirieleison, esempio di impegno civile e umano nei confronti dei più giovani. “Una carezza per Natale“, quindi, anche quest’anno è stata l’occasione per unire istituzioni, valori civili e sensibilità umana, rimanendo esempio concreto che la cura passa anche attraverso un sorriso.



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