Turiste belghe uccise sul GRA: condannato automobilista a 11 anni e mezzo

Una condanna “storica” quella dell’automobilista che avrebbe investito e ucciso le due turiste belghe nel 2022. L’imputato è stato condannato a 11 anni e mezzo, più tre anni di libertà vigilata per duplice omicidio stradale aggravato dalla fuga

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A distanza di quasi quattro anniè arrivata la sentenza per l’automobilista accusato di aver investito e ucciso due turisteche stavano prestando soccorso ad un altro guidatore coinvolto in un incidente stradale. Una tragedia terribile che risale al 2022, nella quale hanno perso la vita due giovani studentesse belghe, una di loro era anche incinta.

Wibe Bijls e Jessy Dewildeman sono state investite sulla diramazione per l’Aquila del GRA, precisamente l’8 ottobre 2022. Secondo quanto emerso, l’automobilista che le avrebbe investite era sotto effetto di stupefacenti e circolava con la patente sospesa. Inoltre, l’uomo avrebbe anche lasciato il veicolo sul ciglio della strada, per poi scappare nelle campagne circostanti.

Turiste uccise sul GRA, la sentenza “storica”: tra le più alte per omicidio stradale

A distanza di anni, quindi, è arrivatala condanna per l’imputato,accusato di duplice omicidio stradale aggravato dalla fuga. La sentenza è tra le più gravi:11 anni e mezzo, più tre anni di libertà vigilata. Secondo le ricostruzioni, le due 20enni si trovavano a Roma per una vacanza di una settimana e nulla poteva preparare le famiglie alla tragica notizia. Infatti, una volta emanata la sentenza, i parenti delle vittime si sono commossi, dicendo: “Crediamo che sia una sentenza corretta e giusta. È molto importante che sia stato affermato che non c’è concorso di colpa di Wibe e Jessy”.

Anche l’avvocato che ha seguito le famiglie,Domenico Musicco, ha descritto la condanna come “storica, una delle più pesanti dall’entrata in vigore della legge sull’omicidio stradale”. Aggiungendo che tramite la sentenza “è stata riconosciuta la piena colpa dell’investitore”. Non solo, stando alle parole dell’avvocato, l’imputato non avrebbe “mostrato di essersi pentito e di voler chiedere scusa alle famiglie, fino all’ultimo ha tentato di sfuggire alle sue responsabilità negando addirittura di aver investito le ragazze o comunque dando la colpa ad altre vetture che non c’entrano”.

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