consorzio arcale

Trentino, caccia con arco e frecce ai cinghiali, l’Oipa attacca: “Proposta sconcertante”

L’associazione per la tutela degli animali critica il progetto sperimentale che potrebbe partire dal 2027 nella Provincia autonoma di Trento: “Aumenta il rischio di ferimenti e lunghe agonie, servono soluzioni etiche e scientifiche”

2 Min di lettura

La possibile introduzione della caccia ai cinghiali con arco e frecce in Trentino accende il dibattito tra istituzioni e associazioni animaliste. La proposta, che potrebbe essere avviata in via sperimentale a partire dal 2027 nella Provincia autonoma di Trento dopo il parere favorevole dell’Ispra, ha suscitato la dura reazione dell’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), che la definisce una scelta “anacronistica e assurda”.

Secondo l’associazione, il ricorso all’arco come strumento di contenimento della fauna selvatica rappresenterebbe un passo indietro nella gestione degli animali selvatici. In una nota diffusa nelle ultime ore, l’Oipa sostiene che questa pratica aumenterebbe il rischio di ferimenti non letali e di conseguenti lunghe agonie per gli esemplari colpiti, oltre a sollevare interrogativi anche sulla sicurezza pubblica.

Le critiche dell’Oipa e il dibattito sulla gestione della fauna in Trentino

Un altro provvedimento estremo e pericoloso ai danni della fauna selvatica e della sicurezza pubblica”, afferma Alessandro Piacenza, responsabile tutela fauna selvatica dell’Oipa. Secondo il rappresentante dell’associazione, non ci si limiterebbe più all’abbattimento come metodo di contenimento delle popolazioni di cinghiali, ma si introdurrebbe una tecnica che, a suo avviso, comporta un rischio maggiore di provocare sofferenze agli animali. “È sconcertante che, nel 2026, si possa anche solo ipotizzare di legittimare una proposta del genere, contraria a ogni principio di civiltà”, aggiunge Piacenza, chiedendo il ritiro immediato del progetto in Trentino.

La gestione dei cinghiali rappresenta da anni uno dei temi più delicati per molte regioni italiane. L’aumento della popolazione di questi animali spinge numerose amministrazioni a valutare strumenti straordinari per contenerne il numero. Proprio in questo contesto si inserisce la proposta avanzata in Trentino, che punta a sperimentare nuove modalità di controllo della specie.

L’Oipa, tuttavia, ritiene che la strada da seguire debba essere diversa e invita le istituzioni ad abbandonare, le politiche orientate esclusivamente agli abbattimenti e a investire invece in strategie alternative, considerate più efficaci, etiche e supportate dalle evidenze scientifiche. La possibile sperimentazione della proposta resta quindi al centro di un confronto che sembrerebbe destinato a proseguire nei prossimi mesi.

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail:proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.