Anche il mese di settembre si apre con una nuova odissea del trasporto pubblico. Unguasto tecnico alla linea ferroviaria della Roma-Napoli, nei pressi di Cassino, ha bloccato buona parte dei treni in transito nel Centro Italia. Una situazione che, dal pomeriggio di oggi, sembra aggravarsi minuto dopo minuto.I ritardi superano le 2 ore in alcuni casie la circolazione resta fortemente rallentata.
I convogli possono subire limitazioni di percorso ed essere instradati sui percorsi alternativivia Cassino e via Formia. Inizialmente, i mezzi coinvolti erano solamente tre. Si trattava, come riporta il sito diTrenitalia, del treno che alle 14:55 è partito da Napoli Centrale in direzione Milano Centrale, quello che dal capoluogo campano è partito alle 15:04 verso Venezia Santa Lucia e quello da Roma Termini delle 15:52 verso Lecce.
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Col tempo, però, la situazione è divenuta ben più tragica. Sono molto più numerosi i convogli interessati dal guasto e al momentonon è stato specificato quando la circolazione sulla rete tornerà alla normalità. In ogni caso, i rallentamenti non saranno smaltiti in modo veloce. Per ora non vi sono notizie sulla natura del guasto, né sui lavori per risolverlo e permettere quindi ai treni di riprendere normalmente i loro tragitti.
Treni, un convoglio diretto a Lecce torna verso Termini in retromarcia
Un caso particolare ha poi attirato più attenzione degli altri, come riportato daLa Repubblica. Si tratta delFrecciargentoche, partito da Termini, è rimasto bloccato alla stazione Prenestina per circa un’ora. Di fronte alla situazione sempre più ingestibile,i passeggeri sono stati informati che il treno avrebbe fatto ritorno a Termini in retromarcia.
I passeggeri hanno spiegato che il trenoavrebbe utilizzato un percorso alternativo per raggiungere Lecce, passando per Caserta ed evitando quindi il guasto. In ogni caso il treno arriverà a destinazione con un ritardo complessivo di 180 minuti.
Resta ancora la volta l’amarezza di una giornata in cuiil sistema ferroviario italiano avrebbe dimostrato la sua fragilità. Centinaia i passeggeri bloccati nelle stazioni o nei treni, in attesa di comprendere le tempistiche del loro viaggio. Una nuova odissea che riaccende il dibattito sulla salute del trasporto pubblico italiano.
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