Trasporti, al via il “venerdì nero”: com’è la situazione nelle grandi città

Uno sciopero nazionale di 24 ore senza fasce di garanzia rischia di bloccare l'intero Paese. I disagi maggiori sono attesi nelle grandi città, dove i sindacati stanno operando per garantire che il 30% del servizio rimanga attivo, almeno nel corso degli orari di punta per i pendolari

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Un nuovo venerdì nero rischia di bloccare l’Italia. Uno sciopero indetto dalle associazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna potrebbe creare oggi più disagi di tutte le altre proteste dei lavoratori che finora hanno interessato le grandi città italiane. A differenza del passato, infatti, per lo sciopero di oggi non sarebbero previste fasce di garanzia, per cui i pendolari potrebbero rischiare di rimanere bloccati sulle banchine per tutta la giornata.

Un dettaglio positivo riguarda i trasporti su ferrovia, poiché questi non saranno interessati dalle proteste, in quanto Trenitalia, Italo e Trenord hanno deciso di non aderire allo sciopero. Si tratterebbe, quindi, di un piccolo barlume di speranza per i viaggiatori che potrebbero approfittare dei treni per compiere i loro spostamenti. Nonostante la mancanza di fasce orarie per questo sciopero, le sigle sindacali hanno dichiarato che sarà garantito “l’utilizzo del 30% del personale viaggiante e inoltre i servizi assolutamente indispensabili per la generalità degli utenti come collegamenti con porti e aeroporti nonché’ quelli specializzati di particolare rilevanza sociale quali trasporto dei disabili e scuola bus per materne ed  elementari“.

Trasporti: i maggiori disagi a Milano, Napoli e Roma

Lo sciopero di oggi si preannuncia come nefasto per le grandi città italiane. Al momento non è possibile prevedere quali saranno le conseguenze che questo porterà con sé, soprattutto perché lo sciopero assumerà forme diverse a seconda del territorio su cui prenderà vita. Nella Capitale è previsto un presidio davanti al  Mit, a Porta Pia, dalle 10,30 alle 13,30 per gridare a gran voce le richieste dei lavoratori. Questo sciopero, infatti, nasce contro “l’inerzia delle associazioni datoriali e dei governi le condizioni in cui versa il trasporto pubblico locale” e soprattutto per chiedere una retribuzione che possa realmente compensare la perdita del potere d’acquisto causata dall’inflazione.

A Roma saranno garantite le linee A e B della metro, mentre non è chiaro se le metro 1 e C potrebbe rimanere chiuse. Inoltre, sembrerebbe che alcune linee di superficie siano garantite da inizio servizio alle 8:30 e dalle 17. Fasce che dovrebbero essere rispettate anche in altre grandi città italiane. A Milano, Atm ha dichiarato che saranno garantite le metro e alcune linee di superficie, ma solo da inizio servizio alle 8,45 e dalle 15 alle 18, mentre il servizio della M4 tra la fermata di San Babila e l’aeroporto di Linate sarà garantito per tutta la giornata.

A Torino lo sciopero avrà ripercussioni su tutte le linee di metro, bus e tram gestite dalla Gtt e saranno garantite solo alcune corse dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15, mentre a Genova il personale dell’Amt dovrebbe astenersi dal lavoro per l’intero turno, con indicativamente il 30% del servizio del trasporto urbano garantito sempre dalle 6 alle 9 e dalle 17,30 alle 20,30, e quello extraurbano dalle 6 alle 9 e dalle 17 alle 20.

A Napoli, la Linea 1 della metropolitana funzionerà solo sulla tratta Policlinico-Garibaldi e il servizio sarà garantito solo nella fascia oraria mattutina e in quella pomeridiana. Invece, la Linea 6 rimarrà attiva solo nella fascia mattutina e solamente nelle stazioni di Mostra, Mergellina e Municipio.

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