Proseguono le indagini sulderagliamento del tram della Linea 9di Milano avvenuto il27 febbraio. Un incidente che ha provocatodue mortiecirca cinquanta feriti. La Procura milanese sta cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto negli istanti precedenti all’incidente, concentrandosi su diversi elementi chiave.
Tra questi ci sono i dati della cosiddetta “scatola nera” del mezzo, il traffico telefonico del conducente e il rispetto dei protocolli di sicurezza previsti durante il servizio. Il tranviere, un uomo di 60 anni ora indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose, è al centro degli accertamenti degli inquirenti.
Leggi Anche
I dati della scatola nera
La scatola nera del tram rappresenta uno degli strumenti principali per comprendere la dinamica dell’incidente. Il dispositivo registra numerosi parametri, tra cui velocità del mezzo, frenate, eventuali guasti tecnici e modalità di guida.
Gli investigatori attendono i risultati delle analisi per verificare se il tram stesse viaggiando a una velocità anomala o se ci siano state irregolarità nel comportamento alla guida.Alcune testimonianze raccolte finora parlano infatti di una velocità sostenutanell’affrontare la curva all’incrocio tra piazza della Repubblica e via Lazzaretto, punto in cui il tram è deragliato finendo contro un edificio.
Secondo gli esperti del settore, normalmente un conducente non affronta quel tratto di linea a quella velocità. Tuttavia, ogni elemento dovrà essere confermato dai dati tecnici registrati dal sistema del veicolo.
L’ipotesi del malore e il sistema di sicurezza
Il conducente ha sostenuto di essere stato colpito da un malore durante il servizio. Gli inquirenti stanno verificando questa versione dei fatti, anche alla luce del funzionamento dei sistemi di sicurezza presenti sul mezzo.
Tra questi c’è il dispositivo noto come “uomo morto”, un sistema che blocca automaticamente il tram se il conducente smette di azionare la leva di comando. Nel caso specifico, il tranviere avrebbe continuato a tenere la leva a forma di T anche durante la perdita di controllo del mezzo, impedendo così al sistema di attivare la frenata automatica.
Un altro elemento su cui si concentrano le indagini riguarda il fatto cheil conducente avrebbe superato la fermata di viale Vittorio Veneto senza effettuare la sosta prevista, proseguendo fino al punto del deragliamento.
I controlli sul cellulare e sul rispetto dei protocolli
Gli investigatori stanno inoltre analizzando l’eventuale utilizzo del telefono cellulare da parte dell’autista durante il servizio. Le norme aziendali vietano infatti qualsiasi uso del cellulare durante la guida, compreso l’utilizzo di auricolari.
Dai primi accertamenti emerge che il conducente avrebbe riferito a un conoscente di essersi fatto male a un piede all’inizio del turno, dopo aver aiutato una persona disabile con la carrozzina. Questo episodio potrebbe aver provocato il malore che lui sostiene di aver avuto successivamente. Tuttavia, il tranviere non avrebbe comunicato il problema alla sala operativa, come invece previsto dal protocollo di sicurezza.
Le prossime mosse degli investigatori
Nei prossimi giornil’attenzione degli investigatori si concentrerà soprattutto sui dati tecnici registrati dal mezzo e sull’analisi delle comunicazioni telefoniche. Questi elementi potrebbero fornire indicazioni decisive per chiarire le cause del deragliamento.
L’obiettivo della Procura è stabilire se l’incidente sia stato provocato da un malore improvviso, da un errore umano o da una combinazione di fattori. Solo dopo aver esaminato tutti i dati disponibili sarà possibile ricostruire con precisione quanto accaduto nei minuti che hanno preceduto il tragico incidente del tram della linea 9.
© Riproduzione riservata













