È proprio vero che a volte si ha il potere di esaudire i desideri, come la zucca di Cenerentola che diventa una carrozza. E nella vita reale potrebbe accadere conuna Toyota che si trasforma in una Ferrari F355 Gts. Ebbene sì, è a Catanzaro che all’interno di un autosalone è stata sequestrata un’auto marchiata Giappone ma trasformata inun modello del Cavallino rampante che veniva prodotto dal 1994 al 1999.
Secondo quanto ricostruito, per rendere l’automobile vendibile come una vera Ferrari,alcune delle parti dell’utilitaria sarebbero state sostituite con dei componenti probabilmente contraffatti della nota azienda di auto di lusso. Inoltre, sembra che quest’ultima sia stata pubblicizzata anche sul web, senza però indicare il prezzo.
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Da Toyota a Ferrari, l’operazione dei Finanzieri di Catanzaro
I Finanzieri di Catanzaro, con il supporto del personale specializzato inviato da la Casa di Maranello, hanno eseguito un provvedimento emesso dal Tribunale di Catanzaro. L’operazione ha visto prima ilsequestro dell’automobile in questione e poi la distruzione delle parti aggiunte. In particolare, sarebbero stati sostituiti anche i cerchi, il volente, il battitacco, il cofano anteriore e posteriore e il passaruota. Al loro posto, pezzi che apparentemente sembravano uguali al modello del Cavallino rampante con design Pininfarina.
Inoltre, secondo gli ultimi aggiornamenti,il proprietario è stato precedentemente denunciato alla Procura di Catanzaro per contraffazione e poi rinviato a giudizio. Infine, l’autorità giudiziaria ha anche disposto la distribuzione delle componenti oggetto di contraffazione e la riconsegna dell’autovettura.
Da Toyota a Ferrari, il precedente simile nel luglio 2025
Non sarebbe la prima volta che un veicolo dell’azienda giapponese viene utilizzato per essere trasformato in un gioiello rosso.Nel luglio 2025, infatti, è emerso cheuna Toyota sarebbe stata trasformata in una Ferrari F430 nel Regno Unitoed era stata acquistata da un giovane di Asti a Palermo. Secondo quanto ha riportato daLa Stampa, dopo una lunga battaglia legale, il giovane ha dimostrato di non aver commesso alcun reato perché ha confermato di aver acquistato l’auto per usarla e non per rivenderla. Il Tribunale di Asti lo aveva quindi messo dinanzi ad un bivio: trasformare l’auto nuovamente nel suo stato originale o demolirla. La decisione finale? La “carrozza” è diventata una zuppa di zucca.
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