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Torino, lanciò una bicicletta nella discoteca ai Murazzi: condannato a un anno e sei mesi

Il Tribunale di Torino riconosce la responsabilità dell’imputato: disposto anche il pagamento di 13 mila euro tra provvisionale e spese legali

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Un anno e sei mesi di reclusione,oltre alpagamento di 13 mila eurotra provvisionale immediatamente esecutiva e spese legali. È la condanna pronunciata dal Tribunale di Torino nei confrontidell’uomo imputato per aver lanciato una bicicletta all’interno della discoteca Gianca,storico locale dei Murazzi.

La sentenza riconosce inoltre alla società che gestisce il locale, la Gianca Srl, il diritto di agire in sede civile perottenere il risarcimento integrale degli ulteriori danni subiti a seguito dell’episodio.I fatti risalgono a poche settimane dopo il grave episodio che aveva coinvolto Mauro Glorioso, rimasto seriamente ferito proprio a causa del lancio di una bicicletta nella stessa area dei Murazzi.

Un contesto segnato dalla violenza

Un contesto che aveva inevitabilmente acceso l’attenzione sulla pericolosità di simili comportamenti e sulla sicurezza della movida torinese.Nel corso del processo, la parte civile aveva sostenuto che la condotta dell’imputato dovesse essere qualificata come tentato omicidio, ritenendo il gesto potenzialmente letale. La Procura, tuttavia, aveva contestato esclusivamente i reati di danneggiamento e tentate lesioni, delimitando così il perimetro del procedimento e delle valutazioni del giudice.

Oltre alla pena detentiva, il Tribunale ha disposto il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva, riconoscendo un primo ristoro economico alla società proprietaria del locale. Resta aperta la possibilità di richiedere, davanti al giudice civile, il risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali derivati dall’accaduto.Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Gino Arnone, legale della Gianca Srl,che ha commentato la decisione sottolineando come, pur nel rispetto delle scelte compiute dalla Procura nella qualificazione dei reati, il contesto e le modalità del gesto avrebbero richiesto una valutazione particolarmente rigorosa.

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