Torino, incidente sul lavoro: operaio muore schiacciato da un bancale alla Centrale del Latte

A Torino, Raffaele Settembre, un operaio di 47 anni è morto mentre lavorava alla Centrale del Latte. Inutili i tentativi di rianimazione: aperta un’indagine sulla dinamica dell’incidente

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Si chiamavaRaffaele Settembre,aveva 47 anni ed era residente aOrbassano, nel Torinese, l’uomo morto oggi in un incidente sul lavoro avvenuto allaCentrale del Latte di Torino, in via Filadelfia 220. Secondo una prima ricostruzione, il lavoratore sarebbe statotravolto da un bancale durante alcune operazioni di movimentazione merci,battendo poi violentemente la testa. L’allarme è scattato intorno alle 13.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 diAzienda Zero, che hanno tentato a lungo di rianimare l’uomo, senza però riuscire a salvargli la vita. Il decesso è stato constatato prima del trasferimento in ospedale.

La vittima lavorava per un’azienda esterna

La vittima lavorava perMovinlog, azienda esterna con sede aReggio Emiliaspecializzata in logistica e movimentazione merci nel Nord Italia.

Indagini affidate alla Procura di Torino

Nello stabilimento sono arrivati anche i carabinieri dellacompagnia Mirafiorie gli ispettori dello Spresal dell’Asl, incaricati di effettuare gliaccertamentiper chiarire l’esatta dinamica dell’incidente ed eventuali responsabilità. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiuntoRoberto Sparagna.

La vicinanza della Centrale del Latte d’Italia

In una nota, la Centrale del Latte d’Italia ha espresso “profondo dolore” per la morte del lavoratore, manifestandovicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutte le persone colpite dalla tragedia. L’azienda ha inoltre assicurato pienacollaborazionecon le autorità competenti e annunciato verifiche interne sull’accaduto, ribadendo che “la tutela della sicurezza delle persone rappresenta unvalore fondamentale e prioritarioper la società”.

Morti sul lavoro: una strage silenziosa

L’episodio riapre il dibattito sul tema dellasicurezza sul lavoro. Un’altra vittima si aggiunge alla già lunga lista di morti sul lavoro in Italia. Il bilancio del 2025, secondo i dati INAIL e quelli degli osservatori indipendenti, è drammatico: circa1.093 vittime, che diventano oltre 1.450 se si includono i decessi “in itinere”, ovvero quelli avvenuti nel tragitto tra casa e lavoro.

Nel 2026 invece, sembrerebbe registrarsi una riduzione del43%rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Tuttavia, gli esperti invitano allaprudenza, sottolineando come sia prematuro parlare di una reale inversione di tendenza. Il tema dei morti si presenta infatti come una vera e propriaemergenza nazionale, il fenomeno continua infatti a manifestarsi con regolarità assumendo sempre di più le sembianze di una “strage silenziosa“.


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