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Tommaso Cerno e la violenza sessuale subita a 11 anni da un prete

Il giornalista Tommaso Cerno si è raccontato in una lunga intervista dove ha spiegato la sua visione sui diritti degli omosessuali e sul patriarcato. Poi ha raccontato un triste episodio della sua vita, una violenza subita a 11 anni

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Tommaso Cerno, 50 anni, è il direttore del Tempo, ma ha svolto lo stesso ruolo anche per Messaggero VenetoL’EspressoL’Identità, e ha fatto il co- direttore di Repubblica. Adesso il pubblico generalista ha imparato a conoscerlo meglio perché ogni domenica affianca Mara Venier, Teo Mammucari e Enzo Miccio a Domenica in, occupandosi della parte di attualità.

In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera si è raccontato: gli inizi della sua professione, il lavoro da giornalista e da direttore, ma anche l’esperienza televisiva. Ma al quotidiano non ha parlato solo di lavoro, ma anche di violenza e amore.

Tommaso Cerno: “La mia svolta lavorativa grazie ad una cartomante”

Tommaso Cerno ha avuto la passione per il giornalismo sin da giovanissimo, già al liceo faceva la telecronaca delle proteste e di tutto ciò che accadeva. Ma la vera svolta ci fu quando venne notato da Ezio Mauro: Una cartomante mi disse che la mia vita sarebbe cambiata grazie a due donne: impossibile, per un f*ocio come me. E invece una era Eluana (Englaro, ndr). L’altra donna è Daniela Hamaui, la direttrice dell’Espresso. Mi convocò e chiese: ‘Nella battaglia per Eluana Englaro hai preso una parte. Secondo te hai fatto bene il giornalista o no?’. Le risposi che su di lei avevano parlato tutti e che io avevo scelto di dare voce all’unica che non l’aveva da 17 anni. Mi assunse, neanche sapevo che fosse un colloquio di lavoro”.

Cerno si definisce più un bravo direttore che un bravo giornalista: “La più importante inchiesta che feci fu quella su Equitalia, nata per fare in modo che i cittadini italiani pagassero di più le tasse, ma diventata uno strumento per generare la rivolta sociale: avrebbe salvato i veri evasori e si sarebbe accanita su quelli che, dichiarando tutto, sarebbero stati travolti dalla crisi economica. Un tema attuale. Ma mi è riuscito meglio dirigere i giornali“.

Tommaso Cerno: “La mia prima volta a 11 anni”

Tommaso Cerno ha fatto anni fa coming out dichiarando la sua omosessualità, ma oggi al Corriere della Sera ha rivelato che la sua prima volta, con un uomo, non fu un piacere, ma una vera e propria violenza: “A 11 anni con un prete. Non ho mai capito se volevo o non volevo. Fu sicuramente una violenza, ma a 11 anni non ne sei consapevole. Però mi piacque, quindi non so cosa pensare di quel prete”.

Nel dicembre 2022 il giornalista ha sposato Stefano Balloch, consigliere regionale in Friuli Venezia Giulia e al Corriere ha spiegato che valore ha per lui la fedeltà: “C’è tradimento e tradimento. Ma a volte tradire salva una relazione e a volte è solo voglia di sesso, che si esaurisce come un’ubriacatura. L’obbligo alla fedeltà, che non c’è nelle unioni civili, non dovrebbe esserci nemmeno nel matrimonio religioso: era nato quando aveva senso distinguere il figlio legittimo da quello illegittimo”.

Ma Tommaso Cerno fu anche uno di coloro che andò contro il ddl Zan: “Lo affossai perché c’era la possibilità di far passare l’unica parte essenziale, cioè quella che avrebbe aggiunto alla legge Mancino gli ‘LGBQ’, come li chiamano adesso. Ma invece loro hanno rifiutato la mediazione della Bernini e hanno voluto a tutti i costi aggiungere alla votazione tutta una parte più ideologica su cui un parlamento ci mette anni a legiferare“.

E poi ha rivelato: “Di patriarcato ce ne vorrebbe di più, perché stiamo smontando la famiglia patriarcale, che è giusto, al punto da non avere più punti di riferimento. Turetta è figlio di famiglie che non sanno più cosa fanno i loro figli. Se non lo sanno, vuol dire che non gliene ne importa”.

Tommaso Cerno: “Ho ancora il tumore”

Il giornalista ha poi confessato di essere ancora malato di tumore: “Ce l’ho ancora, anche se sono stato operato 10 anni fa. È un ospite che ti porti dietro per sempre. Me ne sono accorto per caso, accompagnando un amico dall’endocrinologo: guardando il mio collo si insospettì, il tumore era già in metastasi”. Oggi, nonostante tutto, lo affronta e va avanti, svolgendo la sua più grande passione: quella del giornalismo.

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