Quel “cedere entro massimo un anno e mezzo una prima quota del 15% aLvmh, aEssilorLuxotticao aL’Oreal“, ha superato di gran lunga la curiosità legata ai beni e al patrimonio immobiliare di Giorgio Armani. Ebbene, quale sarà il futuro che lo stilista ha pensato su misura per la sua azienda simbolo del Made in Italy nel mondo è stato introdotto nei due testamenti segreti aperti lo scorso 9 settembre all’indomani del suo funerale.
E in fin dei conti si tratta di un disegno allettante che ha scatenato l’immediata risposta dei colossi del lusso e della moda presi in considerazione dal Re. La società da2,3 miliardi di fatturatoestremamente solida, mai venduta nessuna quota, rimasta sin dalla sua fondazione nelle mani del suo creatore: quindi sì, fa gola.
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L’Oreal
Il colosso della cosmetica L’Oréal esprime l’intenzione di “studiare con grande considerazione” un eventuale ingresso nel capitale del gruppo di Giorgio Armani come per sua volontà del testamento. “Siamo colpiti e onorati per il fatto che il signor Armani abbia pensato a L’Oréal per entrare nel capitale della sua bellissima azienda“, si legge in un messaggio trasmesso all’agenzia France Presse dal colosso mondiale della cosmetica, che possiede la licenza Armani per profumi e cosmetica dal 1988, aggiungendo quindi che studieranno“con grande considerazione questa prospettiva che si iscrive nel quadro della nostra lunga storia comune“.
Luxottica
Lo stesso orgoglio è stato espresso anche da EssilorLuxottica che rimarca “la stima che il signor Armani ha voluto riporre nel nostro gruppo e nel nostro management“, spiega un portavoce del colosso di Del Vecchio aggiungendo che valuteranno con “attenzione, insieme al board, questa prospettiva evolutivache merita un’attenta riflessione, alla luce dei profondi rapporti che già legano i due gruppi“. Per quanto riguarda il colosso francese, primo nella lista delle priorità armaniane, non sono ancora stati riferiti riscontri pubblici.
I prossimi passi per il Comitato esecutivo
Insomma, una sorpresa per gli appassionati come per gli stessi eredi e chiaramente per i destinatari esterni alla famiglia che sno stati presi in considerazione dal Signor Armani. Non appena apprese le volontà dello stilista, di cui era necessario venire a conoscenza a stretto giro per questioni di organizzazioni aziendali, a nome del Comitato Esecutivo della Giorgio Armani, costituito da membri rappresentativi della famiglia e del top management per gestire la transizione della governance del Gruppo Armani alla scomparsa del suo fondatore, il Comitato in una nota diffusa, riferisce che si prenderà atto “dei documenti del testamento del signor Armani appena resi pubblici dalla procedura notarile in corso“.
In merito alla componente personale, “non riteniamo opportuno commentare scelte che attengono alla strettissima sfera privata“, mentre quanto alla componente societaria “appare chiaro fin da una prima lettura che rimane confermato in ogni passaggio l’intento del signor Armani di garantire continuità strategica, compattezza societaria e garanzia finanziaria per uno sviluppo di lungo termine, in linea con quanto aveva più volte condiviso con la stampa e con i collaboratori più stretti“.
Si legge infatti che ogni scelta strategica nel breve e nel medio termine è “demandata alla guida del signor Dell’Orco e alla famiglia, con il supporto della Fondazione; scelte indirizzate però dallo stesso signor Armani sia in termini di missione del marchio,sia di possibili azioni con implicazioni sull’assetto societario di medio e lungo termine“.
Si nota, come prosegue il comunicato, che qualunque sarà la soluzione societaria che verrà attuata, la Fondazione, che avrà tra l’altro come suo primo compito quello diproporre il nome del nuovo amministratore delegato, “non scenderà comunque mai sotto il 30% del capitale, proprio come garante del rispetto ‘per sempre’ dei principi fondanti oggi confermati e ribaditi“.
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