Test di medicina, cosa cambia con l’esame filtro e come funzionano le nuove graduatorie

Le proteste di questi giorni hanno riguardato anche lo svolgimento dei test e la difficoltà delle prove, su questi punti la ministra si è espressa dicendo che c’è stata confusione nella comunicazione: “Prima erano tutti copioni, poi erano troppo difficili, ora si sta cominciando a raccontare il percorso”

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Dopo le contestazioni degli studenti ad Atreju, la ministra dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini, spiega come evolverà la graduatoria per i giovani studenti che hanno sostenuto il test di medicina, a seguito della criticatissima riforma sull’accesso alla facoltà di medicina.

Test di medicina: come funzioneranno graduatoria e ripescaggi  

La ministra ha dichiarato che le novitànon sono una sanatoria, ma la naturale evoluzione di una riforma”. Una volta che tutti i voti saranno arrivati si formerà una graduatoria con eventuali scorrimenti e ripescaggi.

I posti disponibili sono meno di 20mila (19.707 con esattezza), che diventano circa 24mila includendo le università private: i primi ad avere diritto all’assegnazione dei posti saranno gli studenti che hanno ottenuto la sufficienza in tutte e tre le prove filtro, cioè fisica, chimica e biologia, poi chi ha avuto due sufficienze su tre e, a scalare, una sola sufficienza.

Tuttavia, dai primi risultati emersi non ci saranno sufficienti candidati per riempire tutti i 20mila posti e perciò la riforma prevede dei ripescaggi. Chi non ha preso almeno 18 nelle tre materie avrà comunque assegnato un posto in una sede, in cui lo studente dovrà recuperare dei crediti formativi.

Le parole della ministra Bernini

Per la Bernini “il cambio di paradigma è che prima c’erano dei candidati ai test che venivano estromessi dalle facoltà, mentre oggi, dal primo settembre abbiamo 55mila studenti che stanno studiando e si stanno formando”. Le proteste di questi giorni hanno riguardato anche lo svolgimento dei test e la difficoltà delle prove, su questi punti la ministra si è espressa dicendo che c’è stata confusione nella comunicazione: “Prima erano tutti copioni, poi erano troppo difficili, ora si sta cominciando a raccontare il percorso”. E insiste sulle differenze sostanziali della riforma: “Non è un test, ma un esame di profitto che non verte più sulla fortuna o su domande psicoattitudinali”.

Inoltre, secondo la ministra, grazie a questa riforma si è scardinato il sistema per la formazione dei test, che da 25 anni, con costi elevatissimi e lezioni private, prepara i ragazzi per il test universitario attraverso metodi mnemonici e poco formativi.  

Bernini: “Stiamo facendo entrare 55mila studenti in università per formarsi, non li selezioniamo fuori dalla porta”

Quest’evoluzione della riforma, tiene a precisare la ministra Bernini, non rappresenta una modifica, ma il regolare svolgimento del nuovo modello sperimentato quest’anno. Entro il 28 febbraio le graduatorie saranno riempite e completate eper la prima volta dopo 25 anni, 55mila studenti saranno dentro al circuito universitario, anche chi ha i debiti formativi”. E conclude “Lasciamo finire, almeno per quest’anno, questa riforma”.  

Le ipotesi circolate nei giorni scorsi hanno quindi trovato un riscontro e hanno fornito, almeno per adesso, una risposta ai tanti studenti che hanno contestato e attaccato la riforma.

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