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Tavolara Bay, il Governo revoca autorizzazione per il glamping di lusso

A due giorni di distanza dalla seduta del consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo con un unico punto all'ordine del giorno, il primo cittadino Lai aveva illustrato le motivazione della richiesta ai consiglieri di revocare in autotutela la delibera fatta nel novembre del 2025, e dopo la massiccia partecipazione alla manifestazione di ieri di cittadini e gruppi di attivisti proprio a Cala Finanza, arriva oggi lo stop da Roma

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Non ha più le autorizzazioni del Governo, il progetto turistico di installazione di un glamping da parte della societàTavolara Bay sul promontorio della località costiera nel nord est della Sardegna, sulle rive di una delle riserve marine più belle e protette del pianeta. Al centro degli appetiti c’era il promontorio diCala Finanza, in faccia alle isole di Tavolara e Molara, nel comune di Loiri Porto San Paolo, in linea d’aria 20 km a sud di Porto Rotondo.

Un permesso a procedere concesso a dispetto delle regole che da annivietano di costruire nel paradiso della Sardegna a meno di 300 metri dal mare. Infatti, era stato bocciato dal Comune, dal ministero della Cultura, dalla Sopraintendenza e dalla Regione autonoma, finché non è stato risuscitato il Consiglio dei ministri. Istituzioni ed enti ne avevano contestato la compatibilità dell’intervento con i vincoli paesaggistici dell’area.

Come è avvenuto allora il lascia passare in prima fase? I promotori hanno utilizzato per un passaggio iniziale del progetto, laprocedura della Zes Unicache tra l’altro dà al governo poteri straordinari in grado di superiore i normali percorsi autorizzativi e urbanistici. Così, di fronte a pareri contrastanti, la decisione è stata così rimessa al Consiglio dei ministri che lo scorso 4 giugno aveva confermato e autorizzato il proseguimento dell’iter.

Una decisione che ha infatti anche rappresentato il punto più controverso della vicenda perché secondo i critici crea un precedente chepotrebbe indebolire il sistema di tutela delle coste sarde, mentre per i promotori costituisce un passaggio legittimo per sbloccare un investimento ritenuto strategico per lo sviluppo turistico ed economico dell’isola.

Finché appunto il Dipartimento per il Sud di Palazzo Chigi ha così disposto la revoca dell’Autorizzazione del 6 febbraio 2026. “La revoca è stata adottata proprio in ragione della sopravvenuta revoca,da parte del nostro Consiglio comunale, della delibera di indirizzo n. 50 del 25 novembre 2025” puntualizza il sindaco Francesco Lai.

In sostanza, lo scorso 30 giugno, in una seduta del consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo con un unico punto all’ordine del giorno, il primo cittadino Lai aveva illustrato le motivazione della richiesta ai consiglieri di revocare in autotutela la delibera fatta nel novembre del 2025. A due giorni di distanza, e dopo lamassiccia partecipazione alla manifestazionedi ieri di cittadini e gruppi di attivisti proprio a Cala Finanza, arriva oggi lo stop da Roma.

Uno stop che riguarda l’unico progetto presentato, quello del glamping, mentre, come ha anche specificato la Regione,non è mai stata presentata alcuna istanza su un resort che la società Italo brasiliana Tavolara Baysrl, che fa capo al gruppo Jhsf,avrebbe in progetto di realizzare in quell’area.

È una vittoria del principio di leale collaborazione tra istituzioni. È la dimostrazione che quando un Comune esercita con serietà e rigore le proprie prerogative, lo Stato sa ascoltare. E sa correggersi“, ha rimarcato Lai al quale ha fatto eco Francesco Soanedda, assessore regionale degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica: “Si conferma ciò che la Regione sostiene fin dall’inizio.La questione non era essere favorevoli o contrari agli investimenti, ma il rispetto delle regole e delle competenze istituzionali.La pianificazione urbanistica non è un passaggio formale e le procedure straordinarie non possono trasformarsi in scorciatoie“.

In ogni caso non sono mancate le critiche al suo operato e a quello della giunta regionale. “Il Campo Largo prova a riscrivere la realtà su Cala Finanza. Prima approvano atti politici che cambiano il quadro urbanistico, poi, quando i cittadini si ribellano e il caso esplode, si prova a scaricare ogni responsabilità sul Governo nazionale“, ha infatti attaccato la consigliera regionale di fratelli d’Italia Cristina Usai.

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