Capita spesso di pentirsi di un tatuaggio fatto e le motivazioni possono essere diverse, partendo da un disegno scelto con superficialità, fino ad arrivare al nome di un ex inciso sulla pelle. Però, in questo caso la motivazione che ha portato un uomo polacco a pentirsi del proprio tatuaggio è davvero insolita. A causa dell’inchiostro nella pelle, l’uomo avrebbe perso capelli, peli corporei e persino la capacità di sudare. Il caso, documentato dalla rivista scientifica Clinics and Practice, ha già fatto il giro del mondo, accendendo nuovamente il dibattito sui potenziali rischi dei tatuaggi colorati.
L’uomo, di mezza età, possedeva già diversi tatuaggi e non aveva mai avuto alcun problema. Di recente, aveva deciso di aggiungere un nuovo disegno con alcuni pigmenti rossi. Poco dopo aver terminato il tatuaggio, si sarebbe manifestata una forte infiammazione localizzata seguita da una reazione sistemica senza precedenti: alopecia universale e ipoidrosi, ovvero l’impossibilità di sudare. Un dettaglio tutt’altro che trascurabile, visto che il sudore è il nostro principale alleato contro il surriscaldamento corporeo.
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Profondo rosso
Secondo i medici, tra cui la ricercatrice Signe Clemmensen dell’Università della Danimarca Meridionale, sarebbe stato il pigmento rosso ad innescare una risposta autoimmune “incrociata”. In sostanza, il sistema immunitario, nel tentativo di eliminare l’inchiostro colorato considerato un intruso, avrebbe colpito per errore follicoli piliferi e ghiandole sudoripare.
Il rosso, in verità, è caratterizzato da una cattiva fama. Storicamente conteneva metalli pesanti come mercurio e cadmio, oggi sostituiti da composti organici, non sempre però del tutto innocui. Si tratta del colore che più spesso è associato a reazioni allergiche e non a caso è anche quello che fa più discutere dermatologi e tatuatori.
Tatuaggi e test di sicurezza
I medici precisano che il caso sia rarissimo, ma allo stesso tempo solleva dubbi importanti alimentando il dibattito sulla sicurezza di sottoporsi in studi specializzati. Molti pigmenti per tatuaggi derivano da coloranti nati per stampanti o vernici per auto, non esattamente pensati per essere iniettati nel derma umano. Un sondaggio rivela che il 6% delle persone tatuate sviluppa delle reazioni che durano oltre quattro mesi, soprattutto in presenza di inchiostro rosso.
Test allergici più approfonditi, attenzione in caso di patologie immunitarie e una buona dose di informazione, spesso, possono fare la differenza. Di solito, il lupo perde il pelo, ma non il vizio, invece, in questo caso, l’uomo ha sicuramente perso entrambi.
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