Ha confessato e ha fatto ancheritrovare l’arma del delitto, un coltello, il 15enne che sabato mattina all’alba, nella città vecchia di Taranto, avrebbeuccisoBakari Sako, 35enne, originario del Mali, immigrato regolare, che nel Tarantino lavorava come bracciante.
Il giovane è stato sottoposto a fermo insieme ad altri tre minorenni e al 20enne Fabio Salee non è stato ancora interrogato. Si attende la fissazione delle udienze di convalida dinanzi al gip del tribunale per i minorenni e del tribunale ordinario dei provvedimenti notificati ieri sera dalla Squadra Mobile.
Leggi Anche
Taranto, l’omicidio di Bakari Sako
Sabato 9 maggio, all’alba, Bakari Sako era inpiazza Fontanacon la sua bici e si stava recando a prendere un pullman che lo avrebbe condotto al luogo di lavoro. All’improvviso, sarebbe statoaccerchiato, spintonato, malmenato e quindi aggredito dai cinque giovanissimi. Il 15enne che confessato il delitto lo avrebbe accoltellato all’addome, con i colpi che si sono rivelati talmente letali darendere nullo l’intervento dei soccorritori del 118.
Determinanti, ai fini dell’individuazione del gruppo, sono statele immagini delle telecamere presenti nella zona dell’omicidio e alcune testimonianze. Un sapiente lavoro di ricostruzione portato a compimento in circa 48 ore dagli agenti della Squadra Mobile di Taranto. Da ieri, intanto, è in città il fratello della vittima, giunto dalla Spagna per l’identificazione del corpo. Il 35enne del Mali erasposato con due mogli e attendeva altrettanti figli.
Giovedì 14 maggio previsto un presidio in piazza Fontana
“Taranto non può restare in silenzio.Dopo l’uccisione di Sako Bakari, lavoratore originario del Mali,sentiamo il bisogno di esserci, di ritrovarci come comunità, di condividere dolore, riflessioni, domande, ma soprattutto diaffermare insieme un’idea diversa di città fondata sulla dignità umana, sul lavoro, sui diritti e sulla convivenza“. Lo hanno sottolineato in una nota congiunta il coordinamento di Libera Taranto, Associazione Babele Aps, Mediterranea Saving Humans Taranto, Comunità Africana di Taranto e Provincia APS, annunciando un presidio con microfono aperto pergiovedì 14 maggiodalle ore 17.30 in piazza Fontana.
Le associazioni hanno invitato alla partecipazione “tutta la cittadinanza, i movimenti, le parrocchie, le realtà studentesche, i sindacati, il mondo del lavoro, della cultura e del volontariato“. L’incontro servirà infatti per ribadire che “nessuna vita è invisibilee che la violenza, il razzismo, l’odio e l’indifferenza non possono avere l’ultima parola“. Questo perché “Taranto deve essere città di accoglienza, diritti, solidarietà e rispetto reciproco, una città che non si gira dall’altra parte e che sceglie direagire insieme“.
© Riproduzione riservata













