Salgono a tre i nomi degli iscritti nel registro degli indagati per il caso delladodicenne di Sulmona abusata, filmata e minacciatadi diffusione dei video che la ritraevano nel momento delle violenze. E così, dopo i due ragazzini di 14 e 18 anni, cugini tra di loro,si aggiunge un altro minorenne di 17 anniperché ritenuto il presuntoautore di un video che immortala la giovanissima vittima. Stando a quanto si apprende, sulle spalle del ragazzo pende l’accusa direvenge porncome gli altri due imputati che dovranno anche rispondere di violenza sessuale in concorso.
La vicenda, quindi, si fa sempre più intrigata e nulla nega, almeno per ora, che possano emergere nel corso delle indagini ulteriori nomi di terze persone coinvolte. Stando a quanto compreso, le minacce si sono fatte azioni, perché i video sarebbero stati diffusi online e gli inquirenti ipotizzano che la 12enne dopo circa di anni di abusi e minacce, abbia iniziato a cercarsi online, fino a scovare i video osceni che la ritraevano, diffusi nelle chat Whatsapp. Il 17enne sarebbe infatti accusato di aver prodotto il materiale pornograficoin questione, immortalando la ragazzina in un filmato durante cui rimaneva vittima di una violenza sessuale. Contenuto che, per l’appunto, sarebbe poi finito nella chat di gruppo lo scorso luglio.
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Questa dinamica parallela alle violenze e sempre emersa dalla denuncia della 12enne, ha avuto poi riscontro concreto e conferma con le indagini delle forze dell’ordine di Sulmona. Gli agenti, una volta recatisi nelle abitazioni dei due sospettati e sequestrando qualunque tipo di materiale elettronico, hanno analizzato e setacciato ogni singola cartella o contenuto al fine proprio discoprire la verità su quanto avvenuto.
Il perito a cui questi strumenti sono stati affidati ha infatti avuto il compito di cercare e trovare i filmati, i messaggi e le foto ose’,diffuse in rete tramite la chat WhatsApp a cui sarebbero iscritte circa una quarantina di persone. Le indagini proseguiranno così per comprenderese quei video e quelle foto siano stati inviati ad altre personeche potrebbero quindi entrare nella lista degli indagati.
Intanto, il Tribunale dei minorenni de L’Aquila ha fissato peril 17 settembre un interrogatorio protetto, durante il quale la giovane vittima potrà raccontare la sua versione dei fatti alla presenza di esperti e psicologi che la assisteranno in questo momento doloroso e provante da rivivere anche solo a voce.
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