La morte di Paolo, il ragazzino di 15 anni che lo scorso giovedì si è tolto la vita nella sua cameretta, continua ad indignare e sconvolgere. Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, destinatario di una lettera scritta dal fratello della vittima per denunciare i presunti episodi di bullismo vissuti dal ragazzo, ha sentito telefonicamente il padre del 15enne. Una telefona colma di commozione e vicinanza, con cui il ministro ha espresso il suo cordoglio alla famiglia ed ha assicurato che verrà fatta chiarezza su quanto avvenuto.
La famiglia del giovane sostiene di aver più volte fatto presente alla scuola quanto vissuto dal ragazzino, ma di non aver ricevuto responsi adeguate. Una dichiarazione respinta dalla scuola, la cui dirigente sostiene che non vi sarebbero state comunicazioni di alcun tipo sulle condizioni del giovane. Ora, a fare luce sulla vicenda, ci sono le indagini delle forze dell’ordine, coordinate dalla Procura.
Suicida a 15 anni, in corso le indagini
Il sospetto è che il ragazzo sia stato in qualche modo spinto al gesto estremo e verifiche sono in corso anche sui suoi compagni. I carabinieri stanno anche accertando quale sia stato l’atteggiamento della scuola, se le segnalazioni fatte dalla famiglia siano state protocollate, se sia stato attivato il protocollo contro i fenomeni di bullismo e chiesto un supporto psicologico e dei Servizi Sociali.
Inoltre, si indaga per capire cosa sia successo alla denuncia presentata ai carabinieri ed alle quindici segnalazioni per episodi di bullismo che i familiari del 15nne sostengono di aver presentato. La Procura ha anche disposto l’analisi dei dati del computer, dello smartphone e del computer della vittima, al fine di comprendere cosa possa aver letto o cercato nelle ore precedenti alla morte. Si cercano anche frasi o messaggi denigratori che potrebbero averlo spinto a compiere il gesto estremo.
Suicida a 15 anni, le dichiarazioni della preside
Sul caso è intervenuta anche la preside della scuola frequentata dal giovane, che ha sostenuto di non aver ricevuto alcuna segnalazione dai genitori. Inoltre, la psicologa dello sportello d’ascolto dell’istituto, in cui il 15enne di recava regolarmente, non avrebbe rivelato criticità nel giovane tali da far scattare il protocollo di emergenza.
Di conseguenza, la preside ha sostenuto che “illazioni su docenti indifferenti o addirittura conniventi non trovano corrispondenza da nessuna parte“, oltre a spiegare che nella classe della vittima in passato fossero emerse delle difficoltà, ma non tali da far presupporre degli atteggiamenti di bullismo.
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