Il processo ai due maggiorenni imputati per il caso di Davide Cavallo, lo studente accoltellato a Milano il 12 ottobre 2025, si è concluso conla condanna a 20 anni per l’esecutore materiale e a 10 mesi per il ragazzo che avrebbe fatto dapalo. Si tratta di due sentenze che hanno sorpreso rispetto alla richiesta del pm Andrea Zanoncelli, che aveva chiesto rispettivamente la condanna a 12 e 10 anni.
Durante il processo, la vittima, che rimarrà invalida a vita a causa di una lesione midollare, ha deciso di andare a parlare con due imputati appena maggiorenni. È stato un momento toccante, dovei tre si sono abbracciatie i due imputati hanno mostrato a Davide Cavallo i loro sensi di colpa. Per i fatti della notte del 12 ottobre scorso sono coinvolti anche altri tre minorenni, il cui processo è previsto per luglio.
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Il giovane studentedi 22 anni ha descritto la difficile giornata di ieri in un’intervista alCorriere. Davide Cavallo si espone in merito alla sentenza: “Non sono felice,quando uno immagina cosa voglia dire per un ragazzo così giovane una condanna a 20 anni: farebbe male a chiunque”. Se da un lato una sentenza così dura (considerando anche il rito abbreviato) gli fa provare compassione, dall’altro Davide Cavallo definisce la decisione del giudice “dura, coraggiosa e molto netta”, sostenendo che in questo modo avesse voluto mandare un messaggio: “Non andate in giro con i coltelli”.
Il 22enne ritiene giusta la condanna a 10 mesi per l’altro ragazzo, al quale è stata contestata solo l’omissione di soccorso. “Penso sia stata una valutazione giusta anche per lui. E poi si è mostrato realmente pentito”, sono queste le parole dello studente al quotidiano. Davide Cavallo ha concluso l’intervista raccontando l’unico momento piacevole del processo: “Nel momento in cui sono entrato in aula mi tremavano le gambe, e sudavo freddo. Sono uscito e camminavo più fluido e spedito. Questo perchéquando quei ragazzi mi hanno chiesto scusa, ho sentito che, in me, qualcosa si è ricucito”.
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