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Strage di Viareggio, condanne definitive: Moretti si costituisce in carcere

La Cassazione rende definitive le condanne per la strage ferroviaria del 2009. L’ex AD di Ferrovie dello Stato sconterà cinque anni di reclusione

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Dopo un lungo iter giudiziario durato quasi diciassette anni, lavicenda della strage ferroviaria di Viareggio arriva al suo epilogo definitivo.La Corte di Cassazione ha confermato le condanne pronunciate nel processo d’appello ter, rendendo irrevocabile anche la pena di cinque anni di reclusione perMauro Moretti, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e di Rete Ferroviaria Italiana. E dopo la decisione della Cassazione, l’ex Adsi è costituito in carcere nella serata di ieri.

La tragedia risale alla notte del 29 giugno 2009, quando untreno merci carico di GPL deragliò nei pressi della stazione di Viareggio.La fuoriuscita del gas provocò una devastante esplosione che causò la morte di 32 persone, oltre un centinaio di feriti e ingenti danni al quartiere circostante. Una delle più gravi catastrofi ferroviarie della storia italiana.

La decisione della Cassazione

Con il rigetto dei ricorsi presentati dagli imputati, la Suprema Corteha confermato integralmente le pene stabilite dalla Corte d’Appello di Firenze.Oltre a Moretti, diventano definitive anche le condanne di altri dieci ex dirigenti e tecnici coinvolti nella gestione e nella manutenzione del convoglio.

Per Moretti la condanna riguarda il reato didisastro ferroviario colposo, aggravato anche dall’accusa di incendio colposo. La pena supera la soglia dei quattro anni prevista dalla normativa per l’accesso automatico a misure alternative, rendendo concreto l’ingresso in carcere, anche se la difesa potrebbe chiedere gli arresti domiciliari considerando l’età dell’ex manager, oggi settantaduenne.

L’ex amministratore delegatoha escluso qualsiasi intenzione di fare leva sulle proprie condizioni di salute per evitare il carcere. Moretti ha inoltre ricordato l’attività svolta negli ultimi anni come special advisor del CNEL per progetti dedicati al reinserimento dei detenuti, spiegando che, qualora dovesse entrare in carcere, cercherà di rendersi utile anche lì.

La soddisfazione dei familiari delle vittime

Positiva la reazione dei familiari delle vittime, cheattendono da anni una conclusione definitiva del processo.La pronuncia della Cassazione chiude uno dei procedimenti più lunghi e complessi della giustizia italiana, segnato da numerosi gradi di giudizio e rinvii.

Nelle motivazioni della sentenza d’appello, confermate dalla Suprema Corte, i giudici avevano sottolineato che latutela dell’attività economica non può prevalere sulla tutela della vita delle persone.Pur riconoscendo il risarcimento dei danni alle vittime come circostanza attenuante, la Corte aveva ritenuto necessario mantenere pene proporzionate all’eccezionale gravità dei fatti e delle loro conseguenze.

La sentenza definitiva sulla strage di Viareggio rappresenta un passaggio destinato ad avere un impatto anche sul dibattito riguardante la responsabilità penale dei dirigenti delle grandi aziende in materia di sicurezza. Per i familiari delle 32 vittimesi conclude una battaglia giudiziaria lunga quasi due decenni.

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