Sono passati 9 anni da quellastrage dei treni tra Andria e Coratoin cui persero la vita 23 persone e ne rimasero ferite 51. E sarebbero due i responsabili. La Corte d’appello di Bari ha rifiutato il ricorso della Procura di Trani control’assoluzione di 14 dei 16 imputatinel processo di secondo grado sulla strage pronunciata nel giugno 2023 dal Tribunale.
Leuniche due condanne che all’epoca dei fatti erano state inflitte sono state ridotte di tre mesia carico delcapostazione Vito Piccaretta e al capotreno Nicola Lorizzo. In primo grado, erano stati condannati rispettivamente a sei anni e sei mesi e a sette anni. Intanto, quindi, in questi anni si è prescritta l’accusa di lesioni. Di conseguenza, le pene nei confronti dei due imputati sono state ridimensionate a due anni e tre mesi per Piccaretta e sei anni e nove mesi per Lorizzo.
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Da quanto ricostruito e appurato nel corso degli anni, il capostazione avrebbe dato il segnale di partenza al treno diretto verso Bari indebitamente, senza autorizzazione del suo omologo di Corato. Da qui, il secondo non avrebbe rispettato l’obbligo di verifica dell’incrocio che infatti non sarebbe avvenuto, con il treno in arrivo da Corato. Da qui, si sarebbe consumata la tragedia.I binari ora sono due e sono dotati di moderni sistemi di sicurezza automatizzati.
I treni, l’Et1016 proveniente da Corato, e l’Et1021 proveniente da Andria, nello specifico,viaggiavano su un binario unico alternato regolato con il sistema del blocco telefonico, ritenuto dalla Procura di Trani “non sicuro ed obsoleto”. Un sistema in base al quale i capistazione si scambiano dispacci per autorizzare la partenza dei treni verso la stazione successiva. Fu così che, quel 12 luglio del 2016, dalla stazione di Andria fu concesso alle 10.45 il via libera per la partenza dalla stazione di Corato dell’Et1016 e, senza aspettare l’arrivo di questo convoglio nella stazione di Andria, fu fatto partire alle ore 11:00 l’Et1021 verso Corato. E così,l’impatto ad alta velocità tra i due convogli fu inevitabile.
Strage dei treni fra Andria e Corato, confermate assoluzioni
Sono state inoltre confermate tutte le assoluzioni. A carico degli imputati assolti la Procura generale aveva chiesto condanne tra i 12 e 6 anni con reati contestati a vario titolo, disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e falso.Per Ferrotramviaria era stata invece chiesta la sanzione amministrativa di 1,1 milioni, oltre alla revoca delle autorizzazioni, licenze e concessioni per l’esercizio dell’attività (fra cui il certificato per la sicurezza) per un anno, oltre alla confisca di 664.000 euro, somma che, secondo l’accusa, la società avrebbe dovuto investire per mettere in sicurezza la tratta con la realizzazione e l’uso del blocco conta assi sulla Corato-Barletta.
La corte d’Appello ha quindi confermato l’impostazione dei giudici del tribunale di Trani che in primo grado, nel giugno del 2023 avevano di fattoriconosciuto che la tragedia era stata provocata da un errore umano e non dai mancati investimenti sulla sicurezza così come sosteneva l’accusa.
Tra le assoluzioni confermate, figura anche quella della Ferrotramviaria imputata per l’illecito amministrativo.
I giudici d’appello hanno poi confermato le assoluzioni dei dirigenti di Ferrotramviaria Enrico Maria Pasquini, Massimo Nitti e Michele Ronchi, del dirigente allora a capo della divisione infrastruttura Giulio Roselli, del capostazione Alessio Porcelli, in servizio a Corato, e del dirigente a capo coordinatore centrale Francesco Pistolato.
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