Dopo 46 anni potrebbe esserci una svolta nelle indagini della cosiddetta strage di Ustica. Il 27 giugno 1980, giorno tristemente passato alla storia, morirono 81 persone a bordo di un Dc-19 della compagnia Itavia. Ad oggi un possibile cambiamento: il gip di Roma ha accolto la richiesta della Procura restituendo gli atti relativi all’indagine, revocando quindi la richiesta di archiviazione.
Poi un altro nodo importante: la documentazione dalla Francia. Secondo quanto emerso, il gip di Roma, Livio Sabatini, ha disposto la restituzione immediata alla Procura degli atti dell’inchiesta sulla strage di Ustica. La decisione arriva da un’altra svolta decisiva, ovvero la disponibilità della Francia a fornire documentazione utile per gli approfondimenti investigativi. Ma Parigi tiene a specificare in merito agli atti che si inseriscono nel quadro dell’inchiesta.
Strage di Ustica, la Francia precisa: “Nessuna richiesta dell’Italia in sospeso”
Nell’ordinanza del gip di Roma viene riportata anche una precisazione di Parigi: “L’Ambasciata di Francia tiene a precisare che le autorità francesi non sono a conoscenza di alcuna richiesta di mutua assistenza giudiziaria in sospeso e che sarebbero molto grate alle autorità italiane di precisare se, da parte loro, dovessero individuare richieste in sospeso”.
Poi un’ulteriore precisazione che riguarda due documenti che “sono stati trasmessi nel 1986 e nel 1990 dal ministero della Difesa francese a quello italiano e si esclude espressamente qualsiasi pregressa resistenza nel fornire assistenza giudiziaria”.
Le parole del legale di parte civile
Dopo la notizia della possibile svolta, parla all’Adnkronos il legale di parte civile, Daniele Osnato: “Come difensori delle parti offese non ci siamo opposti alla restituzione degli atti di indagine alla Procura di Roma. Ci auguriamo, però, che gli sforzi profusi alla ricerca della verità non siano ancora una volta modificati dalla nebulosità delle risposte precedentemente attuate dalla Francia ma anche di altri Paesi coinvolti nella strage”. Il legale confida nel fatto che la vicenda possa chiudersi in tempi brevi per ottenere “ciò che da oltre 46 anni i parenti delle vittime attendo: la verità”.
© Riproduzione riservata

