Ergastolo, senza attenuanti, perGiovanni Barreca, l’uomo di 53 anni accusato della tristemente notastrage di Altavilla. Alla massima pena sono stati condannati ancheMassimo Carandente e Sabrina Fina, i due “Fratelli di Dio” che avrebbero partecipato al drammatico “rito di purificazione dal demonio” che ha portato allamorte, dopo tre giorni infernali, della moglie di Barreca,Antonella Salamone e dei figli Kevin di 16 anni ed Emanuel di 5. Il caso risale al febbraio 2024 e l’unica sopravvissuta alla tragedia è stata la figlia maggiore allora 17enne.
Arriva così il verdetto in primo grado della Corte d’Assise di Palermo, che vede i tre imputati responsabili della strage che si è consumata all’interno della villetta di Altavilla Milicia, località della provincia di Palermo. La sentenza è arrivata ieri sera dopo oltre dieci ore di Camera di consiglio, al termine della requisitoria fatta dalla procura di Termini Imerese. Nessuna attenuante per Giovanni Barreca, nonostante laProcuraavesse chiesto unacondanna a 30 anniritenendo il 53enne affetto da una semi-infermità mentale.
Leggi Anche
Strage di Altavilla, il caso e l’assoluzione della primogenita di Barreca
Il caso aveva sconvolto la piccola comunità di Altavilla. Tra l’8 e l’11 febbraio 2024, Giovanni Barreca e la “coppia diabolica” avrebbero torturato le vittime perché ritenute possedute dal demonio. Secondo una prima ipotesi, nella tragedia familiare idue “santoni” avrebbero convinto l’altro imputato della possessione dei familiari.
L’unica sopravvissuta èMiriam Barreca, primogenita dell’imputato, che era stata trovata accanto ai cadaveri dei fratelli. In primo grado la giovane era stata condannata a 12 anni e 8 mesi per il suo coinvolgimento nei gravi fatti contestati. In appello però la sentenza è stata ribaltata e l’allora minorenne è stataassolta perché temporaneamente incapace di intendere e di volere. Secondo l’ipotesi difensiva, la giovane sarebbe potuta essere la prossima vittima della strage.
© Riproduzione riservata













