Cauzione pagata, Jacques Moretti libero. Il titolare de Le Constellation, il locale di Crans-Montana, teatro del devastante incendio scoppiato la notte di Capodanno che ha spezzato la vita a 40 persone ferendone altre 116, esce dal carcere dopo due settimane dalla sua carcerazione preventiva.
Ebbene, il Tribunale del Vallese ha accettato la cauzione di 200 mila franchi richiesta dalla Procura e in sostituzione della custodia cautelare, i giudici del tribunale delle misure coercitive di Sion ha disposto delle misure alternative volte a contrastare il rischio di fuga. Ovvero, divieto di espatrio, obbligo di consegnare tutti i suoi documenti d’identità e di soggiorno alla Procura della Repubblica, obbligo di presentarsi quotidianamente a una stazione di polizia e obbligo di versare una cauzione.
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Cauzione che, per l’appunto, è stata versata oggi sul conto della Procura stessa. Il tribunale aveva fissato il pegno a 200 mila franchi, un importo proposto dai procuratori e che il tribunale ha ritenuto “adeguato e dissuasivo“.
Il benefattore? “Un suo caro amico“, come si spiega in un comunicato che descrive le specifiche della scarcerazione avvenuta, difatti, dopo “un’ulteriore valutazione del rischio di fuga e un esame all’origine dei fondi e della natura del rapporto tra l’imputato e la persona che ha fornito i fondi“. Jacques Moretti, insieme a sua moglie Jessica Maric, è indagato per omicidio, lesioni e incendio colposi.
Intanto, le indagini proseguono senza sosta e dagli ultimi aggiornamenti forniti dalla procuratrice generale del Cantone del Vallese, Beatrice Pilloud, si specifica che “attualmente solo i gestori risultano indagati“. Ma, il Ministero Pubblico si riserva il diritto di estendere l’istruttoria a chiunque altro possa avere responsabilità penale. La magistratura inquirente, invece, rende noto che per ora si sarebbero costituite circa 130 parti offese e civili, rappresentate da una cinquantina di avvocati.
Per quel che concerne le persone rimaste coinvolte in prima persona nel drammatico incendio di Crans-Montana, tra i connazionali, due dei ragazzi ricoverati al Niguarda di Milano sono stati dimessi nella mattinata di oggi. “Ho parlato con tutti i sanitari e ho potuto salutare due ragazzi che questa mattina vengono dimessi“, ha annunciato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, specificando che la loro prognosi è stata sciolta e quindi possono tornare a casa e riabbracciare i propri cari. Si tratta di due ragazzi di Milano, frequentanti due licei scientifici. Uno dei due è arrivato il primo gennaio, trasferito dall’ospedale di Sion mentre l’altro venne trasferito dall’ospedale di Losanna in Italia lo scorso 2 gennaio.
“Questo non vuol dire che siano guariti“, ha però desiderato chiarire Bertolaso spiegando come dovranno ancora far fronte ad un percorso molto lungo di riabilitazione e di medicazione e si recheranno all’ospedale di Niguarda diversi giorni alla settimana. Ma non mancano anche i primi spiragli di luce. I medici “ritengono che tra un paio di settimane possano tornare a scuola“.
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