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Lo stop ai treni manda Roma nel caos: all’alba del Giubileo che Dio ce la mandi buona

Una disconnessione tra le stazioni di Roma Termini e Roma Tiburtina ha lasciato i pendolari e i turisti della Capitale nel più totale abbandono. Non vi sono certezze sui tempi per le riparazioni e le banchine di autobus, taxi e metro sono sempre più stracolme di figure rassegnate, consapevoli che la bellezza di questa città è equiparabile alla sua disorganizzazione

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Un guasto tra le stazioni di Roma Termini e Roma Tiburtina ha mandato nel caos la Capitale, così come tutte le città vicine collegate tramite rete ferroviaria. I treni dell’Alta velocità che fermano nelle due stazioni sono bloccati, le metro e le banchine degli autobus sono invase, così come le principali arterie che collegano paesi e città vicine alla Capitale. Il pandemonio è scoppiato a Roma e nessuno sa tra quanto la situazione potrà tornare alla normalità.

Una normalità che è comunque costellata di disagi, ritardi, stress e anche tanta pazienza, la stessa che i cittadini di Roma e dintorni sembrano aver perso questa mattina. Alcuni testimoni raccontano di file chilometriche ai banchi informazioni di Roma Termini e Roma Tiburtina e di dipendenti che ancora non sanno dare risposte precise. Sembrerebbe che il problema sia nato da una disconnessione tra le due stazioni, che avrebbe quindi interrotto le comunicazioni tra i principali snodi ferroviari della Capitale.

In poco tempo, dunque, anche le restanti stazioni del Lazio hanno iniziato a subire le conseguenze della disconnessione, così come alcuni treni dell’Alta velocità, per la precisione 24. Sul web registrano visualizzazioni da record i video delle banchine stracolme e dei tecnici Rfi che, in preda al panico, tentano di spiegare ai viaggiatori che il problema sarà risolto, ma non si sa tra quanto tempo. Così i pochi fortunati che possono appellarsi al diritto di lavorare in Smartworking si avviano verso le loro abitazioni, mentre chi ha impegni urgenti si rassegna al suo destino, tra telefonate e messaggi di perdono inviati a datori di lavoro e colleghi.

Chi invece rischia di perdere la sua giornata lavorativa, magari con una detrazione economica dallo stipendio, è agitato e cerca disperatamente soluzioni per risolvere il problema. La parola che meglio riassume la situazione è: abbandono. Nessuno sa cosa fare, mentre il tempo scorre e i treni ancora non passano. Così ognuno si organizza da sé, chi con più successo e chi con meno, mentre i tecnici Rfi cercano di capire a cosa sia dovuto questo tragico guasto. Nel frattempo qualcuno, magari fermo ad una banchina in attesa di un autobus, inizia a riflettere su ciò che dal 24 dicembre attende questa città.

Trenta milioni di turisti si riverseranno a Roma in occasione del Giubileo. Un’occasione economicamente e culturalmente imperdibile per il Paese che però renderà la vita impossibile a milioni di cittadini e pendolari che, oltre a dover portare pazienza per i ritardi, per i guasti, per gli scioperi, per il maltempo e la disorganizzazione, dovranno per tutto il 2025 fare i conti con un servizio del trasporto pubblico che sarà invaso da fedeli e curiosi. Così, in attesa del prossimo autobus che non sia stracolmo di persone, c’è chi sospira, chi si lamenta e chi lancia maledizioni verso l’amministrazione romana. Tutti, forse, troppo consapevoli di quello che riserverà loro il futuro. A due mesi dall’inizio del Giubileo, quindi, non resta che affidarsi al miracolo: che Dio ce la mandi buona.

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