Lo scorso 10 aprile Francesca Michelon è stata riconosciuta come figlia legittima di Stefano D’Orazio. Così il testamento del 2016 che prevedeva che l’intera eredità sarebbe andata alla vedova, Tiziana Giardoni, non era più valido e il Tribunale ha stabilito che l’eredità va spartita in due parti uguali. Ma questa decisione pare che non sia piaciuta alla vedova.
Secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, pare che Giardoni accusa Michelon di non aver mai voluto allacciare i rapporti con il padre e che quindi non sia corretto darle metà del patrimonio, ma solamente un quarto. Inoltre, dopo che è stato accertato che lei è figlio legittimo di D’Orazio, la donna ha comunque deciso di mantenere il proprio cognome, quello del marito di sua madre, rifiutando di prendere quello del suo papà biologico, non avendola cresciuta lui.
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Stefano d’Orazio, il processo di secondo grado di oggi
Oggi si è tenuto il processo di secondo grado dove Giardoni ha chiesto alla figlia di Stefano D’Orazio 100mila euro di risarcimento per danni esistenziali. In quanto, secondo quanto lei sostenuto, questa vicenda, spuntata dopo la morte di suo marito (accaduta nel 2020) l’avrebbe turbata molto.
In primo grado era stato effettuato il test del dna e Francesca Michelon era risultata figlia del batterista dei Pooh, nonostante ciò aveva deciso di mantenere il suo cognome.
La vicenda ora è prettamente economica e legata all’eredità, sebbene non sia chiaro a quanto ammonti. Secondo il Corriere della Sera l’unica via di uscita, che andrebbe bene ad entrambe, sarebbe un accordo tra i legali delle due parti. Un primo tentativo c’era stato in occasione del primo appello, ma si era concluso con un nulla di fatto. Nei prossimi giorni verrà fatta un’altra prova. Altrimenti si dovrà andare avanti con il processo. I toni tra le due parti sono molto duri. Se da una parte Francesca Michelon vuole tutelare i suoi diritti in quanto figlia legittima di Stefano D’Orazio, dall’altra Tiziana Giardoni non ritiene giusto che la donna, che non ha mai avuto rapporti con suo padre, possa accedere a metà del suo patrimonio.
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