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Addio a Stefano Benni, lo scrittore di Bar Sport si è spento a 78 anni

Grande amico di Daniel Pennac, Benni si è dedicato a romanzi che hanno saputo attrarre e insegnare. Comincia a scrivere mentre frequenta l'Università, dedicandosi anche ad articoli per diversi giornali, tra cui il Mondo, Panorama, Espresso, Repubblica e per il Manifesto fino ad essere notato da Mondadori

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Da qualche anno si era ritirato a vita privata, eppure la sua ombra è sempre riuscita a farsi sentire nel panorama letterario italiano. Stefano Benni si è spento all’età di 78 anni, lasciando dietro di sé un’eredità immensa, così come la consapevolezza di aver plasmato per sempre il mondo dell’editoria del nostro Paese. Era affetto da una malattia che da anni aveva reso la sua vita più complicata, ma Benni non ha mai perso la sua verve e quell’umorismo che lo avevano reso un personaggio non solo intellettuale, ma anche capace di attirare l’attenzione di intere generazioni.

I suoi libri sono stati tradotti in 30 lingue ed hanno trovato un successo importante anche all’estero. Il più caro, come da lui sempre sottolineato, resta Blues in sedici. Nel giorno del suo 70esimo compleanno, nel lontano 2017, aveva risposto con ironia a chi gli chiedeva di fare un bilancio della sua carriera, della sua crescita. “Non sono solito farli, richiedetemelo tra 70 anni“, aveva dichiarato ironicamente, rifugiandosi ancora una volta in quell’umiltà che lo ha sempre caratterizzato.

Stefano Benni, la carriera

Grande amico di Daniel Pennac, Benni si è dedicato a romanzi che hanno saputo attrarre e insegnare. Comincia a scrivere mentre frequenta l’Università, dedicandosi anche ad articoli per diversi giornali, tra cui il Mondo, Panorama, Espresso, Repubblica e per il Manifesto. La casa editrice Mondadori inizia così a notarlo e tenere sotto controllo un talento che sembrava promettere grandi successo.

“Sono felice di aver proposto e curato per le economie Feltrinelli i versi di Prima o poi l’amore arriva: di aver portato, cioè, io Benni alla Feltrinelli“, scriveva su Lucy, consapevole di una carriera che già allora prometteva grandi risultati. L’autore di Bar Sport, però, non è stato solo uno scrittore e un umorista, ma ha saputo destreggiarsi anche nel settore teatrale. Lavorò principalmente con Dario Fo e Francia Mare, così come Angela Finocchiaro, Paolo Rossi, Antonio Catania e con musicisti come Misterioso, il pianista Umberto Petrin, dedicato a Thelonius Monk o Sagrademari.

I suoi libri, tra cui La Compagnia Celestini, Margherita Dolcevite, La Luisona e La grammatica di Dio, sono stati pubblicati principalmente dalla casa editrice Feltrinelli, con cui ha mantenuto uno stretto rapporto di collaborazione nel corso degli anni. Il suo stile è ironico, visionario e profondamente legato all’attualità. Il suo romanzo di esordio è Bar Sport, pubblicato da Mondadori nel 1976, il cui titolo ad oggi è divenuta un’espressione di senso di comune.

++Articolo in aggiornamento++

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