Garlasco, Stasi ai pm: “Chiara non mi parlò mai di avance da Andrea Sempio”

Sotto interrogatorio a Pavia, Stasi ribadì di non aver mai saputo delle presunte avance né delle telefonate del 7 e 8 agosto 2007. “Prima delle sit non conoscevo nemmeno Sempio”

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Alberto Stasi nel corso dell’interrogatorio del 20 maggio 2025 sul caso Garlasco, mette a verbale che Chiara Poggi non gli parlò mai diAndrea Sempio. Né di eventuali attenzioni nei suoi confronti, né delle tre telefonate intercorse tra il 7 e l’8 agosto 2007, oggi ritenute dalla Procura di Pavia un possibile elemento indiziario nell’ambito della nuova indagine.

Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Garlasco e prossimo a concludere l’esecuzione della pena, ha risposto alle domande del procuratore Fabio Napoleone affiancato dai difensori Giada Bocellari e Antonio De Rensis. L’audizione si inserisce nel filone investigativo riaperto anche alla luce degli accertamenti tecnici disposti dalla difesa, tra cui quelli sul Dna rinvenuto sotto le unghie della vittima, sull’impronta 33 e su alcuni scritti sequestrati che, secondo l’accusa, delineerebbero “una personalità particolare” con una possibile “attenzione morbosa” verso lo stesso Stasi.

Stasi:“Non sapevo neanche che esistesse Sempio

Non me l’ha riferito, non l’ha fatto”, ha dichiarato l’uomo quando gli è stato chiesto se la fidanzata ventiseienne gli avesse mai parlato dei tre contatti telefonici, il più lungo della durata di 21 secondi. “Non saprei dare un motivo del perché non me l’ha detto, però sicuramente non me l’ha detto”, ha aggiunto, sottolineando come oggi sia difficile attribuire un significato a quella mancata confidenza.

Alla domanda se Chiara gli avesse mai parlato di Andrea Sempio, amico del fratello Marco Poggi, la risposta è stata altrettanto categorica: “No, no”. Stasi ha descritto la fidanzata come una ragazza dalla vita “molto scandita, rutinaria, senza imprevisti”, concentrata sul lavoro e sulla famiglia.

Quanto alla conoscenza personale dell’attuale indagato, il 42enne ha ribadito di non averlo mai incontrato né sentito nominare prima di leggere le informazioni testimoniali raccolte all’epoca dalla Procura di Vigevano. “Prima di leggere quelle sit non sapevo neanche esistesse”, ha spiegato, ricordando come a incuriosirlo fosse stata, semmai, la questione dello scontrino del parcheggio conservato per anni ed esibito all’occorrenza. “Io normalmente non conservo uno scontrino per anni”, ha osservato, definendo quell’elemento “sorprendente” rispetto alla propria esperienza.

I video e il ruolo del fratello di Chiara Poggi

Nel corso dell’interrogatorio è stato affrontato anche il tema dei video intimi di coppia, indicati come possibile movente nella nuova ipotesi investigativa. Alla domanda se Chiara gli avesse mai confidato sospetti sul fatto che il fratello Marco fosse a conoscenza dell’esistenza di quei file, Stasi avrebbe risposto: “Tenderei ad escluderlo, direi di no, non ho questo ricordo”.

Secondo la ricostruzione della Procura, Marco Poggi potrebbe aver saputo dell’esistenza dei videoregistrati da Stasi, trasmessi online e scaricati dalla fidanzata e l’amico Andrea Sempio avrebbe potuto copiarli dal computer di casa o sottrarli da una pen drive. Stasi ha comunque confermato un episodio già noto, ovvero quello pochi giorni dopo l’omicidio, durante un incontro tra le due famiglie. Marco Poggi lo avrebbe preso da parte per chiedergli se fosse vero che esistessero video sessuali tra lui e la sorella. Un confronto motivato, a suo dire, dal timore che immagini private di Chiara potessero circolare.

Totale mancanza di rispetto

Al termine dell’interrogatorio del 20 maggio 2025, Andrea Sempio, convocato in contemporanea, non si è presentato a Palazzo di giustizia a causa, secondo quanto riferito dai suoi legali, di un errore nella notifica dell’atto di convocazione. Una scelta consentita dalla legge, ma che non è passata del tutto inosservata.

Infatti, Stasi ha commentato così l’assenza: “Totale mancanza di rispetto”. Dal verbale emerge che il 42enne, prima di parlare, avrebbe rivolto un’occhiata ai propri difensori, quasi a richiamare l’attenzione sulla registrazione ancora attiva. A comunicare formalmente la notizia dell’assenza è stato l’avvocato, precisando che la circostanza era già stata diffusa dagli organi di stampa. Un giudizio che aggiunge ulteriore tensione a una vicenda giudiziaria che, a quasi vent’anni dai fatti, continua a far discutere.

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