“Non ci sono fermi. Cosa c’è dentro il sacco? Non ci posso dire nulla“. E’ così che il procuratore di Spoleto, Claudio Cicchella ha commentato ai giornalisti il sopralluogo condotto stamane nell’area dove ieri sera è stato trovato ilcadavere mutilato a Spoleto. Da quell’allarme lanciato da un passante in via Primo Maggio, le indagini proseguono serrate su quel corpo in avanzato stato di decomposizione trovato tra un giardino pubblico e la linea ferroviaria, nella speranza di ricostruire l’esatta dinamica della vicenda.
Ma con il passare delle ore, si aggiungono pezzi alla storia perchéun secondo sacco nero per la spazzaturaè stato trovato nell’area dove è stato recuperato quello con all’interno il cadavere smembrato. Su di esso si stanno concentrando gli accertamenti dei carabinieri. Nell’area è intervenuto anche il personale forestale dell’Arma per una perlustrazione.
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“Stiamo cercando di capire cosa è accaduto e quanto è successo” si è limitato a dire il procuratore di Spoleto.
Intanto la Valle umbra servizi ha informato i cittadini “che, a seguito del grave accadimento avvenuto nel Comune di Spoleto, presso il rione Casette, le forze dell’ordine hanno disposto l’interdizione temporanea dell’area e la conseguente sospensione del servizio di raccolta rifiuti“.
Il giallo inizia comunque a prendere forma. Intanto, secondo quanto si apprende, sarebbe stata avanzata l’ipotesi di omicidio al centro delle indaginidei carabinieri coordinati dalla Procura di Spoleto. La vittima di sesso maschile, stando anche ai primi esami eseguiti sul corpo dai medici legali e dalla scientifica, potrebbe essere statauccisa con armi da taglio di un posto diverso dal luogo dove è stata ritrovata e poi portata lì per essere sezionata.
Da una prima ispezione della zona, è stata anchetrovata una bici elettrica di proprietà di un giovane scomparso da qualche giornoda una comunità d’accoglienza. Si pensa quindi che il corpo possa essere il suo. Una pista che, in realtà, si è rivelata essere giusta perché i carabinieri sono riusciti a risalire all’identità della vittima e sarebbe un21enne del Bangladesh, Bala Sagor, detto Obi, scomparso dallo scorso giovedì.
Dalle informazioni trapelate, sembra che il giovane fosse effettivamente ospite in questa casa di accoglienza e lavorava come aiuto cuoco in un ristorante di Spoleto. La ricognizione dei resti ha quindi permesso di confermare l’ipotesi sulla sua identità.
Intanto, i militari del comando provinciale di Perugia e quelli della compagnia di Spoleto hanno già ascoltato diverse persone e acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. Il personale specializzato della sezione investigazioni scientifiche ha svolto i rilievi.L’area è stata delimitata e posta sotto sequestro. La porzione di terreno appare infatti più ampia rispetto a quella interessata inizialmente. Una pattuglia dell’Arma è sul posto per sorvegliare la zona.
Ora, quindi, il prossimo passo che i militari dovranno compiere nelle indagini è comprendere insieme agli esperti del Ris,come siano andate le cose e datare la morte del 21enne. Nel sacco, a quanto si apprende, solo alcune parti del corpo mutilato, altre non si troverebbero ancora. Occorrerà quindi attendere gli esiti dell’autopsia per saper indicare tempi e modalità del decesso.
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