Avrebbero intrattenutorapporti con un funzionario dell’ambasciata russa a Roma, al quale avrebbero passato notizie riservate riguardanti la sicurezza nazionale ricevendoin cambio somme di denaro. E’ quanto emerge dall’inchiesta della procura capitolina condotta dai carabinieri del Ros,che ha portato all’arresto di due ex appartenenti ai Servizi segreti italiani, da oltre 10 anni in servizio al ministero della Difesa, con l’accusa di aver ceduto informazioni sensibili alla Russia. Un’inchiesta che è un’operazione di controspionaggioda parte dell’intelligence.
E’ stata infattil’Aisia far partire l’attività investigativa l’anno scorso dopo aver scoperto che i russi erano riusciti a reclutare un ex agente italiano cheveniva pagato per ottenere informazioni classificate sulla produzione industriale italiana nel campo della difesa.
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In sostanza, l’indagine prende le mosse da una segnalazione trasmessa dall’Aisi nel 2025. Da quel momento sono stati avviati gli accertamenti che avrebbero consentito di ricostruire i rapporti tra gli indagati e il funzionario dell’ambasciata russa, oltre ai presunti passaggi di informazioni classificate.
Tra gli episodi contestati c’è anche uno dei più delicati. Ovvero,gli indagati avrebbero rivelato l’identità di alcuni agenti impegnati nelle attività di controspionaggio italiano, esponendo quindi il personale operativo che lavorava su dossier particolarmente sensibili. Tra le accuse contestate figurano anche ipassaggi di denaroche sarebbero avvenuti tra il funzionario russo e i due dipendenti del ministero della Difesa.
Nell’inchiesta risultato coinvolto complessivamente quattro persone. Oltre ai due arrestati, infatti, figurerebbero anche altri due dipendenti del ministero della Difesa, la cui posizione è tuttora al vaglio degli investigatori. Contestualmente agli arresti sono state eseguite anche numerose perquisizioni.I carabinieri del Ros hanno sequestrato telefoni cellulari, computer e altri dispositivi elettronici degli indagati. Ovviamente il focus e quindi l’obiettivo dell’inchiesta è ricostruire il contenuti dei contatti, verificare l’eventuale presenza di ulteriore materiale riservato e accertare l’entità delle informazioni trasmesse.
A commentare a stretto giro la vicenda, il ministro della DifesaGuido Crosettoche rimarcando come non possa esserci alcuna tolleranza “a maggior ragione quando sono coinvolti soggetti con ruoli di responsabilità, nei confronti di chi compromette o mette a rischio la sicurezza della Repubblica“, sottolinea chenon sono accettabili forme di cedimentoquando si tratta di “tutela della sicurezza nazionale, delle informazioni classificate e delle istituzioni rappresenta un interesse primario dello Stato“. Congratulandosi con magistratura e investigatori per l’operazione su una presunta attività di spionaggio, il titolare della Difesa spiega che adotterà “ogni ulteriore iniziativa per salvaguardare l’integrità delle proprie strutture“.
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